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Home » Goodbye Maria Regina, le suore: “Questo viale sarà più buio senza di noi”. Dubbi su destinazione di locali e suolo

Goodbye Maria Regina, le suore: “Questo viale sarà più buio senza di noi”. Dubbi su destinazione di locali e suolo

Di Paola Lucino
22 Febbraio 2018
in Cultura&Società
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Ingresso con santa fondatrice, suor Maria De Mattias

I bambini si divertono sui giochi del grande giardino di ‘Maria Regina’. L’ora di punta dei genitori che li riportano a casa non è ancora arrivata. I volti delle suore sono scuri, la collaboratrice decennale dell’Istituto indica la strada: “Questo viale sarò più buio senza di noi”. Il rischio di chiusura della scuola che nel 1959 si spostò da via Taranto per trasferirsi nei quasi 6mila mq di viale Colombo è serio. Riscaldare quei tre lotti fra palestra, teatro, refettorio, classi  è sempre più un’impresa. C’è poi la manutenzione, affidata in questi anni, secondo alcuni genitori, un po’ alla carlona, la Tarsu che è esosa, i ritardi nei pagamenti per cui l’amministrazione di Roma, da cui le suore dipendono, è intervenuta più volte. Con le rette dei pochi alunni rimasti non si va avanti.

Calo di iscritti e debiti

Dal 2007 ad oggi centinaia di migliaia di euro sono approdate dalla Capitale a Foggia. Prima di dicembre, le 8 suore che hanno deciso di interrompere un servizio durato oltre cinquant’anni sono arrivate personalmente a Foggia per comunicare: “Basta, non ce la facciamo più”. L’ultimo decennio ha registrato un calo notevole di iscrizioni.  

Suor Anna Maria mostra tutta la sua tristezza, per alcuni genitori si tratta di cambiare scuola nel bel mezzo del quinquennio: “Guardi noi siamo soggette a trasferimento. Fino a due anni fa stavo a Bari-Carbonara, l’istituto Suor Maria De Mattias (la fondatrice della congregazione nel 1834, ndr) ha tanti iscritti in una villa antica… Abbiamo cercato di rilanciare l’istituto ma da Roma ci hanno detto che è così, blocco degli iscritti 2015-2016, noi possiamo solo obbedire. Mi dispiace per i bambini, li conosco uno per uno”.

Attualmente la scuola dell’infanzia conta 30 iscritti, 88 sono quelli della primaria, 13 insegnanti laiche, vari inservienti, un piccolo indotto che rifornisce l’istituto, qualche universitaria a pensione.

Anche per pagare alcuni Tfr è arrivato l’aiuto esterno. La concorrenza di un Istituto gestito da due privati, le Marcelline, si è fatta sentire. In corso Garibaldi la svolta l’hanno affrontata qualche anno fa quando venne azzerata la presenza delle religiose (una di loro periodicamente torna in sede per confrontarsi con i consiglieri del posto) per sostituirla con dei laici. Molti degli iscritti che si perderanno non andranno alla scuola pubblica ma seguiranno il medesimo percorso, le Marcelline attendono,  suor Anna Maria non lo dice ma lo pensa.

Il grande atrio all'ingresso
Il grande atrio all’ingresso

Cosa si farà di quei locali o di quel suolo?

Domani una delegazione di genitori incontrerà il sindaco Landella per cercare di trovare una soluzione e anche l’assessore ai servizi sociali Erminia Roberto – dopo il comunicato del consigliere regionale Giannicola De Leonardis che ha acceso i riflettori su “un pezzo del nostro passato” e ipotizzato tentativi di speculazione edilizia sul suolo – ha promesso impegno. In che modo? Un genitore la lancia così: “Anche per avviare un’altra attività in questa struttura occorre il cambio di destinazione d’uso, l’amministrazione potrebbe pensarci prima di dare l’ok”. Qualche mese fa un rappresentante delle suore da Roma, un avvocato, aveva espresso una manifestazione di interesse per il bando della Asl che cerca nuovi locali, ma materialmente in piazza della Libertà non è arrivata nessuna conferma. In ogni caso è evidente che una qualche procedura sull’istituto è in atto o per fitto o per vendita, da quel che si sa al momento.

Canossiane e Sacro Cuore: possibile rischio chiusura

Da quest’anno Maria Regina, dopo un periodo molto fiacco in cui il marketing (usa proprio questo termine la direttrice, con qualche ritrosia) è stato carente e la campagna iscrizioni gestita su scala “familiare, non come in un’azienda”, ha avviato corsi di teatro, scuola fino a venerdì e sabato dedicato al laboratorio. E avrebbero potuto contare – possibile che lo sia ma per ora il quadro è fosco – sugli iscritti delle suore Canossiane che quasi sicuramente l’anno prossimo chiuderanno. Come quelle dello Scillitani, come il Sacro Cuore, si vocifera, il seminario diocesano cui il nuovo arcivescovo Pelvi avrebbe dato un ultimatum. Restano le suore di san Giuseppe che assistono anche bambini con difficoltà e hanno aiuti dal Comune. Per le scuole religiose soffia un vento decisamente sfavorevole: “Avevamo anche le scuole medie, negli anni 70-80 – ricorda suor Anna Maria – ma per iscriversi da noi occorreva raccomandarsi al sindaco e al vescovo”. Nel senso che le classi erano molto numerose.

Tags: FoggiaIstituto Maria ReginaMarcellineRomaSacro Cuore
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