“In moltissime e moltissimi ti chiediamo oggi, alla vigilia della discussione in aula che approverà la nuova legge elettorale, di investire la tua autorevolezza perché la Puglia possa continuare a raccontarsi come una regione moderna, capace di valorizzare la differenza di genere consentendo appunto alle donne di essere protagoniste della vita istituzionale della nostra regione. Buon lavoro!”. Elena Gentile scrive al candidato governatore del Pd Michele Emiliano mentre partono le audizioni sulla legge elettorale.
A novembre del 2012 fu bocciata a scrutinio segreto la proposta di legge popolare 50/50 sottoscritta da 30mila pugliesi. A distanza di due anni le donne ci riprovano tenendo il fiato sul collo al consiglio regionale dopo mesi di incontri, dibattiti, sollecitazioni, cartoline firmate dai cittadini per “inondare” l’assise barese durante il dibattito in commissione sulla legge elettorale, così annunciava una nota stampa della portavoce del comitato Magda Terrevoli alla fine di ottobre. Oggi è previsto un incontro delle associazioni, Elena Gentile, che queste battaglie ha promosso e condiviso, tiene il punto e rilancia.
“Caro Emiliano, la discussione sulla legge elettorale mi tocca da vicino. Quel disegno di legge di iniziativa popolare si proponeva di rimarginare una ferita che ancora oggi rende monca la vita democratica delle istituzioni. Una bella pagina della politica pugliese, peccato che la miopia di alcuni non abbia fatto cogliere il senso di una scelta. Questa battaglia, come sai bene, mi ha vista impegnata insieme a tantissime e tantissimi dirigenti e militanti del partito nel percorso di promozione di un disegno di legge che prevedeva due passaggi importanti. Se approvati, avrebbero consentito alla Puglia di dotarsi di una norma che sanciva innanzitutto il principio della democrazia paritaria e la possibilità di esprimere una seconda preferenza di genere”. Il problema infatti è essere elette, non certamente l’inserimento in lista verso cui i partiti si sono detti disponibili se non per statuto, per accordi interni, o solo come auspicio.
Sulla questione, il presidente del Gruppo regionale di Forza Italia, Ignazio Zullo attacca la Gentile: “La finisca di ‘mestolare’ nel torbido: ha già fatto tanti guai, sacrificando la sanità pugliese agli interessi dei poteri forti a cui è legata, mentre i cittadini sono stati e sono ancora oggi tassati e tartassati.
“Ora fa appelli per la doppia preferenza – aggiunge – per far tenere sotto scacco l’intero Consiglio regionale da due o tre coppie e consegnare la Puglia ai poteri forti a lei vicini. Ma non solo: i suoi poteri forti avranno così la possibilità di controllare il voto con le diverse combinazioni di nomi nei santini elettorali. Ragioni molto distanti dalla parità di genere, perfettamente realizzabile con il 50 e 50, senza che sia necessario che una donna sia trainata da un uomo. Del resto, lei è stata eletta in Consiglio con la preferenza unica e ciò dimostra che è sufficiente l’inserimento delle donne nelle liste e per questo aderiamo al 50 e 50.
L’onorevole ha fatto già molti danni in Puglia – conclude – perciò cerchi di non farne altri in Europa e la smetta di ‘mestolare’ nel torbido della politica regionale, che dobbiamo indirizzare al bene comune e non ai poteri vicini alla Gentile”.