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Home » Da Facebook ai tribunali, guerra legale tra “Siri” e giornalista. Bufera sulla campagna pubblicitaria della società di Foggia

Da Facebook ai tribunali, guerra legale tra “Siri” e giornalista. Bufera sulla campagna pubblicitaria della società di Foggia

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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Si può incorrere nel reato di diffamazione a mezzo stampa su Facebook? Secondo il Tribunale di Foggia parrebbe di sì. Sulla questione è emblematico il caso recente che ha coinvolto la società “Siri” ed una giornalista, Marina Morpurgo. Quest’ultima, per anni inviata per il quotidiano l’Unità, per il giudice monocratico Anna Landi potrebbe aver “offeso l’onore” della scuola di formazione professionale, “denigrando” sul social network una vecchia campagna pubblicitaria nella quale era ritratta una bambina bionda con meno di dieci anni intenta a passarsi il rossetto sulle labbra, accompagnata dallo “slogan”: “Farò l’estetista, ho sempre avuto le idee chiare”. Se si aggiunge l’espressione ammiccante, ci si rende conto delle ragioni per le quali è nata la polemica.

L'attuale campagna pubblicitaria della società foggiana
L’attuale campagna pubblicitaria della società foggiana

La questione è sbarcata anche sulla stampa nazionale (il settimanale l’Espresso ne ha dato ampio risalto) proprio dopo la pronuncia del tribunale, che non ha perso tempo a far partire un decreto di citazione diretta in giudizio. Così si andrà a processo senza passare per l’iter delle indagini preliminari. La giornalista ha dichiarato al settimanale di aver trovato “quell’immagine del tutto inappropriata e addirittura inquietante, per l’utilizzo a scopi pubblicitari di una bimba ritratta in quel modo, e per la maniera in cui veniva ancora considerata la donna, a dispetto di tutte le battaglie di emancipazione degli ultimi decenni”. Da qui è nata la decisione di pubblicare la propria esternazione, indignata, sul social network di Mark Zuckerberg.

Alcuni passaggi sono stati riportati nell’atto d’accusa alla Procura: “Anche io ho sempre avuto le idee chiare: chi concepisce un manifesto simile andrebbe impeciato ed impiumato (citazione tratta dai vecchi fumetti di Paperino, ndr)… I vostri manifesti e i vostri banner sono semplicemente raggelanti… Complimenti per la rappresentazione della donna che offrite… Negli anni Cinquanta vi hanno ibernato e poi risvegliati?”. E rappresentano un elemento importante per la denuncia sporta dalla titolare della scuola per estetisti, Maria Laura Sica. Querela accolta dalla Landi, che non ha tenuto per nulla in considerazione la memoria difensiva dell’avvocato Carmela Caputo, secondo la quale non si potrebbe addebitare il reato di “diffamazione a mezzo stampa” sui social perché la Cassazione non si è ancora pronunciata sul punto. Ed, inoltre, nelle affermazioni dell’assistita non ci sarebbe comunque alcun elemento tale da ledere l’immagine della scuola, per di più senza un impatto notevole visto che il profilo della giornalista sarebbe visibile solo ad una ristretta cerchia di amici. In ogni caso, nel Tribunale di Foggia tra qualche mese partirà un processo che potrà essere determinante per delineare i confini tra l’esercizio del diritto di cronaca e la libertà di espressione. Anche sui social network.

Tags: Anna LandiFacebookFoggiaMarina MorpurgoSiriTribunale di Foggia
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