Alla ricerca dell’originalità a tutti i costi (senza mai trovarla). Così può essere riassunto il progetto Rai di riscrivere la favola della Bella e la Bestia. Alessandro Preziosi, che in tv si ostina a recitare come fosse a teatro, pure con qualche cicatrice in faccia tutto sembrava tranne che una “bestia” spaventosa. Nobile il tentativo di riscrivere la storia per evitare di martoriare quella originale, ma non è questo il modo per offrire fiction di qualità. Il paragone, purtroppo per il servizio pubblico, è sempre lo stesso: le serie targate Sky Atlantic sono davvero inarrivabili. La Rai si ostina a mettere belle facce in prima serata accanto a grandi storie. Risultato: ascolti assicurati ma neppure un’idea. Gli attori italiani, come sempre, sono bravi ma quando manca il progetto è difficile andarne fieri a tutti i costi. E a questa copia sbiadita di un grande classico va sempre preferito il (cartone animato) originale. Raiuno, “La bella e la bestia”
Pacchi, fortissimamente pacchi. Ha fatto ascolti più alti in passato, specie con Bonolis, quando toccava anche quota 8 milioni, ma non perde smalto anche undici anni dopo la prima edizione. “Affari tuoi” arriva in Italia nel 2003 dal format olandese “Miljoenenjacht” che significa “Caccia ai milioni” e da allora è un porto sicuro per gli inserzionisti Rai nella fascia “access prime time”, quella ormai più ambita della tv. La fascia che, proprio grazie a questo programma, Raiuno soffiò a Canale5 “Striscia la notizia” nelle prime edizioni, quando Bonolis spopolava in tv. Ancora oggi, con la conduzione di Flavio Insinna, tocca i 5/6 milioni con lo share che viaggia intorno al 20%. Numeri importanti per la tv di Stato con i conti disastrati. Quanto a Insinna, ormai rischia di diventare il Carlo Conti della situazione, col pericolo reale di ritrovarsi davanti a un Sanremo nei prossimi anni. A molti piaceva di più nella versione fiction (è stato il Capitano Anceschi di don Matteo, ndr), mondo dove ogni tanto torna a fare capolino, con la speranza che lo faccia più spesso. Raiuno, “Affari tuoi”
L’ultimo saluto soft (senza live) dal Quirinale. L’ultimo messaggio agli italiani di Giorgio Napolitano, lo sanno ormai anche i telecomandi, è stato il commiato definitivo dal Quirinale. E presto, entro gennaio, assisteremo alle dirette dalla Camera dei deputati per l’elezione del suo successore. Anche questa volta gli ascolti sono stati buoni: 6 milioni 700 mila ascoltatori, il grosso su Raiuno (4,7 mln) con lo share al 25,28%. Non che siano numeri mozzafiato, considerata la trasmissione a reti unificate più Canale5 e La7. D’altra parte non si attendevano sorprese. Tutti sapevano delle dimissioni e Napolitano le ha solo confermate. Unica particolarità che si può evidenziare e la mancata diretta. Questa volta il Presidente della Repubblica ha registrato il suo messaggio, cosa che non ha stupito visto che nelle trasmissioni precedenti ne veniva indicata l’esatta durata. Particolare reso ancora più evidente dagli stacchi di camera perfetti e dai tagli di chiarissima post-produzione. Un finale senza sorprese, insomma, per l’ultimo saluto di questo Presidente della Repubblica. In attesa dei “botti” istituzionali attesi nelle prossime settimane. Raiuno, Messaggio di fine anno del Presidente Napolitano
Del grande Augusto Biascica neanche l’ombra. Ora c’è Zio Gianni e dei fasti dell’attore Paolo Calabresi noto soprattutto per il personaggio dell’addetto alle luci della serie “Boris” neanche un lampo, uno sguardo, una battuta. La serie tv, che pure va in onda dopo il tg della sera su Raidue, si aggira di poco sopra il milione di telespettatori con uno share intorno al 4. Facevano meglio i canadesi di “Lol”, anche se quelle erano più che altro “comiche”. Qui si vorrebbe far ridere e allo stesso tempo proporre critica sociale: Gianni ha perso il lavoro ed è stato cacciato di casa, e ora vive in un appartamento con tre giovani. Situazione non esattamente originalissima nell’Italia di oggi, purtroppo. Però il nostro è un bonaccione, mediamente inadeguato alla vita moderna, a disagio su internet e sui mezzi pubblici, è la vittima sacrificale dei tre giovani coinquilini. Si può perdonare il progetto per il fatto di essere opera di giovani autori (anche se tra loro c’è Sydney Sibilia che ha diretto “Smetto quando voglio” con Edoardo Leo) ma non la Rai che propone l’italiano medio appiattito sui soliti cliché. Però questo passa il convento. Raidue, “Zio Gianni”