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Home » Le Regionali non faranno prigionieri, gli ex An temono la decimazione. Fittiani agguerriti e ora c’è pure Salvini

Le Regionali non faranno prigionieri, gli ex An temono la decimazione. Fittiani agguerriti e ora c’è pure Salvini

Di Paola Lucino
22 Febbraio 2018
in Politica
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Per un Salvini che sbarca al sud e prende con sé qualche ex An, un plotone di reduci di quell’area teme di essere fatto fuori alle prossime regionali pugliesi, e non solo. “L’ultima decimazione dopo la sventura di politiche e regionali. Qualcuno si rifugia nella lista Schittulli, qualcuno chiede di correre da governatore per entrare almeno in consiglio regionale”. Lo dichiara, con questi toni un po’ apocalittici, un dirigente di centrodestra, riflettendo anche sulla legge regionale e sullo sbarramento al 4%, molto probabile: “I piccoli scompariranno, resteranno Emiliano e il Pd, probabilmente Sel,  Forza Italia, Grillo, la lista Schittulli, forti dubbi per Ncd e Fdi”.   

Lo scontro (probabile) nella Bat 

ninomarmo
Nino Marmo

La diminuzione dei consiglieri regionali colpisce chi proviene da area missina, non solo perché il trend delle ultime elezioni così indica, ma perché si dovranno confrontare con fittiani di provata fede. Molti di loro cercano strategie di sopravvivenza o di salvezza, oppure marciano decisi contro l’armata di Fi.

Nella Bat lo scontro fra Nino Marmo– attuale vicepresidente del consiglio regionale che per le primarie si è battuto sin dall’inizio ed ha esposto i suoi 6×3 su Foggia a tempo di record-  se la dovrà vedere, molto probabilmente, con un fittiano di ferro come Francesco Ventola. In Capitanata per Giandiego Gatta– 14mila preferenze nel 2010 superando l’attuale senatore Tarquinio – sarà una bella impresa la gara contro il candidato o i due candidati di Fi, Luigi Miranda e un altro esponente di area tarquiniana su cui, facendo un po’ di conti, confluiranno i voti del senatore e di Franco Landella, che cinque anni fa ne prese 6mila. Uno schema di gioco profondamente mutato rispetto alle scorse elezioni e in cui, nell’attesa di proclamare il candidato, si comincia a cercare preferenze sui territori e a sondare la disponibilità di chi lo presidia, sebbene lo scenario politico sia mutato e  non si possano sommare e travasare voti con prevedibilità o semplicità. 

Schittulli auto-candidato? Qualcuno non condivide 

Francesco Schittulli
Francesco Schittulli

L’area fittiana è particolarmente agguerrita, non disposta a cedere nulla per favorire chi non si riconosce nell’ex governatore della Puglia, il dirigente contro cui i vertici nazionali hanno sparato a zero, l’ex ragazzo prodigio di Maglie che a far la parte di chi perde tutto non ci sta.

Paradossalmente, l’unico ex An eletto potrebbe essere Leo di Gioia mentre Nino Marmo, che una candidatura a governatore la caldeggia, se non per vincere, almeno per entrare in consiglio, questa auto-benedizione di Schittulli pare proprio non l’abbia gradita, anche perché toglierebbe voti agli ex An. Marcello Gemmato, per esempio, avrebbe già trovato posto nella lista dell’ex presidente della provincia barese ed è anche probabile che il  nuovo corso della Lega di Salvini alletti qualcun altro. Adriana Poli Bortone, dopo essersi schierata con Schittulli governatore in pectore, ora sembra interessata alla “macroregione del sud” evocata dal leader leghista, e al dialogo con lui. Sono tempi difficili e gli interlocutori del centrodestra si assottigliano, Salvini lo sa.     

Il problema resta la designazione del candidato per il centrodestra, insieme ad una carsica insofferenza per chi viene accusato, nelle secrete stanze, di togliere voti a Forza Italia ed An. Un’analisi non condivisa dal coordinatore regionale Amoruso: “E’ sbagliata, aspettiamo il tavolo nazionale e quello che dice Matteoli”. Raffaele Fitto, nella sua guerra a Berlusconi, sa bene che a Schittulli non ci sono molte alternative ma preferirebbe che il candidato, se saltano le consultazioni, lo scegliesse Roma perché, in caso di sconfitta, potrebbe sempre rivendicare “io ve l’avevo detto che servivano le primarie”. 

Il centrodestra senza candidato parte con i manifesti, Santarella come Marmo 

santarella
Savino Santarella

Lo slittamento delle elezioni a maggio riaccende le speranze ed un timido dibattito. Il consigliere regionale di Fi Scianaro dice “basta ai tatticismi, c’è tempo per le primarie”, Zullo plaude all’election day che restituisce il tempo per le famose consultazioni e fa eco alla Liguria citando persino il partito della Meloni: “Le chiedono anche gli alleati del centrodestra Fratelli d’Italia”. Nel 2010 l’ufficialità di Palese candidato  arrivò alla fine di gennaio. Intanto Marmo è partito con la sua campagna elettorale, Schittulli rafforza il suo Movimento omonimo e parla da candidato presidente, un dirigente nazionale del Ncd come Savino Santarella, ex sindaco di Candela, ex assessore all’agricoltura in Capitanata,  ha affisso i suoi manifesti a Foggia ma per ora ha omesso il simbolo. Probabile che ne abbia stampati in quantità limitata in attesa di schiarite mentre il suo sito è “in allestimento”. Le feste portano consiglio, forse.

Tags: Francesco SchittulliGiandiego GattaLucio TarquinioNino MarmoRaffaele Fittoregione puglia
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