“Le bancarelle sono aumentate di numero e si sono espanse tanto che alcune hanno assunto la dimensione e la struttura di veri e propri negozi – continua De Pellegrino – La gran parte, inoltre, è piazzata in prossimità degli incroci rappresentando un pericolo per pedoni ed automobilisti ed un potenziale rischio per i consumatori che acquistano ortofrutta avvelenata dai gas di scarico delle auto. E poi ci sono quelli arrostiscono le verdure su improvvisate fornacelle piazzate su marciapiedi e slarghi, oppure vendono il pesce esponendolo in cassette piazzate al sole. Non bisogna essere un esperto di diritto o di igiene alimentare per essere certi della violazione di decine di norme. Eppure l’Amministrazione comunale non interviene; la Polizia Municipale è inerme. Fatto qualche controllo di routine tutto resta immutato, anzi peggiora; perché è diffusa la consapevolezza dell’incapacità, dell’impotenza o, peggio, della mancata volontà di contrastare il fenomeno dell’abusivismo. A pagarne le conseguenze sono soprattutto i commercianti onesti, quelli che l’Amministrazione comunale ha tartassato con la scusa del ‘Salva Enti’, che fanno sempre più fatica a fronteggiare la concorrenza sleale di chi non paga le tasse, non batte gli scontrini e può così ridurre il prezzo della merce venduta.
Mentre Confindustria Foggia, con un grande scatto di orgoglio, firma un importante protocollo per la legalità, la città sprofonda nell’abusivismo e nell’indifferenza di chi la governa. Landella, la sua Giunta e la sua maggioranza hanno protestato e urlato chiedendo più sicurezza per i foggiani e non sono capaci di far rispettare la legge nei settori di loro competenza – conclude Alfonso De Pellegrino –. Non sono capaci di garantire la legalità diffusa nelle strade della città”.