Incendia l’auto della cognata per 500 euro. Questa la richiesta, non esaudita, del 45enne Nazario Nardella, finito in cella per aver tentato un estorsione a parente e cognata prima di colpire l’autovettura. I fatti sono avvenuti nell’agosto scorso ad Apricena, nel cuore della notte. I carabinieri giunti sul posto notarono immediatamente l’uomo aggirarsi nella zona dove era stata incendiata l’auto. Nardella, intento ad osservare la scena, insospettì i militari che già in passato si erano imbattuti nell’uomo per via dei suoi precedenti. Le
indagini si concentrarono su di lui fin da subito ma il clima di paura e omertà ha poi complicato il lavoro degli inquirenti. Solo grazie a preziose testimonianze raccolte di recente, i carabinieri sono risaliti a Nardella e alla natura estorsiva del gesto. Quella notte Nardella si presentò dal suocero minacciandolo con un martello e ferendolo con un coltello. L’uomo pretendeva 500 euro. Poi si recò vicino l’abitazione della cognata dando fuoco a un tappeto che aveva collocato sotto l’auto della vittima. Anche il giorno dopo tornò alla carica con ulteriori richieste estorsive alla cognata, minacciandola di morte e promettendo ritorsioni su tutti i suoi familiari qualora non gli fosse stata consegnata la somma da lui richiesta. Ma Nardella è sempre stato respinto e ora, dopo oltre tre mesi di indagini, è finito in manette.