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Home » La mano foggiana sull’assalto al portavalori a Lodi

La mano foggiana sull’assalto al portavalori a Lodi

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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Sull’assalto al portavalori a Lodi del 27 novembre scorso, avanza l’ipotesi foggiana. I metodi, fin da subito, avevano ricordato quelli utilizzati nella nostra provincia, dove, negli anni, si sono susseguiti eventi molto simili a quello in Lombardia. “Le indagini continuano in tutte le direzioni – dice il procuratore di Lodi Vincenzo Russo, fino al 2013 capo della Procura di Foggia -. Il metodo d’assalto utilizzato è molto simile a quelli che si vedevano in Puglia, lungo l’Adriatica. In sette anni di attività nel Foggiano ho visto spesso questo tipo di azioni. Stiamo valutando ogni possibile pista, ma non ci sono grandi novità”.

Almeno 15 persone in azione. Il gruppo criminale ha creato un imbuto di alcuni chilometri per tentare di intrappolare i tre portavalori della ditta Battistolli in arrivo da Piacenza e diretti a Paderno Dugnano, nel Milanese. Nei mezzi oltre 5 milioni di euro. Per fermare il resto dei veicoli in transito e accerchiare i tre blindati, gettando chiodi a terra e scaricando i caricatori di armi pesanti, i rapinatori hanno creato doppia barriera di auto e furgoni incendiati. Veicoli risultati rubati. Il commando ha così provocato chilometri di coda e la chiusura, per un’intera mattinata, dell’autostrada tra Guardamiglio Piacenza nord e Lodi. La rapina è fallita grazie al conducente di un blindato che è riuscito a evitare chiodi e spari sgusciando via dai rapinatori. L’assalto è stato analogo a quello avvenuto mesi fa lungo l’autostrada A9 di Turate, dove però il bottino era stato ingente.

Nel Lodigiano la gang non è infatti riuscita a fermare l’unico dei tre portavalori carico ed è fuggita dal varco che si era creata, tagliando un guard rail, per poi sparire nelle campagne limitrofe. La banda si è in particolare scagliata sui due furgoni della scorta rimasti danneggiati dall’agguato ma senza il ferimento dei passeggeri. Vigilantes che, come prevede il protocollo, sono rimasti nei rispettivi abitacoli senza affrontare i malviventi. I banditi hanno scaricato addosso alle loro vittime circa trenta colpi di Kalashnikov provenienti dall’Est Europa. 

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