Un recente ed interessante articolo di Repubblica pone l’attenzione sul mondo delle fake news e del copia-incolla online. Il giornale fondato da Scalfari riprende un’inchiesta di BuzzFeed “che ha scandagliato – si legge – decine di siti e pagine social scoprendo che sono tutti di proprietà della stessa azienda, la Web365. Il meccanismo è semplice: un solo proprietario dietro decine di siti, un unico account pubblicitario, tanto clickbait e il guadagno è assicurato”.
I numeri della pagina Facebook del principale sito del network della Web365 – Direttanews.it – sono impressionanti: circa 3 milioni di like. Stando a quanto si legge su Repubblica, secondo il software di analisi CrowdTangle, quella pagina ha ottenuto più di 5 milioni di condivisioni ai suoi articoli nell’ultimo anno. “Un unico filo conduttore li lega – è scritto nell’articolo -, il titolo sensazionalistico sul sito e i titoli clickbait sui social network. Cercare di portare più persone possibili sui propri domini facendogli credere in cure miracolose con titoli come “Incredibile, 10 minuti e il tumore sparisce”, articoli che fanno leva sul sentimento anti-immigrati vengono pubblicati con titoli come “Germania, la Merkel parla e gli immigrati hanno in mano la città”, “Birmingham, la città più islamizzata si prepara per il Natale”.
Non solo bufale
Oggi alcuni siti, dopo la stretta di Facebook contro le fake news (una battaglia ancora lontana dall’essere vinta), si sono adeguati puntando sul copia-incolla. Prendono interi contenuti dai siti web delle testate giornalistiche regolarmente registrate in tribunale, e li rilanciano con titoli esca senza citare la fonte oppure facendolo ma senza la dovuta visibilità. Repubblica propone un esempio: “Pensioni, la Cgil boccia anche l’ultima proposta del governo: Mobilitazione il 2 dicembre”, notizia ripresa completamente dal sito di Repubblica, alla quale viene aggiunto un piccolo trafiletto introduttivo: “Camusso sfancula gentiloni sulle pensioni”, con linguaggio scurrile e il nome del premier scritto in minuscolo”.
“La notizia a questo punto – si legge ancora – è pronta per essere rilanciata sui social con un titolo sensazionalistico (il vernacolare trafiletto introduttivo di cui sopra) e viene postata da una delle pagine del network dal nome “Quello che i Tg non dicono” (forse non lo diranno i Tg, ma la notizia è interamente presa, ancora una volta, da Repubblica)”. La notizia ovviamente scatena commenti indignatissimi: “TROIA ….. ma non nel senso della città greca …… come tutti i suoi compari traditori“, scrive un utente. Così parlano alla pancia del Paese“.
Un caso anche in provincia di Foggia
Nemmeno la nostra provincia è immune da questo fenomeno. Il sito vocedelgargano, che non è una testata giornalistica registrata e non è nemmeno gestito da giornalisti, da mesi copia integralmente le notizie dei quotidiani web locali (l’Immediato ed altri), soprattutto quelle di cronaca nera, rilanciandole su Facebook con titoli sensazionalistici e senza autorizzazioni. Il punto più basso è stato toccato pochi giorni fa, quando vocedelgargano ha diffuso la notizia – ripresa a sua volta da un sito di fake news – di un omicidio avvenuto tra Cerignola e Melfi, scatenando una marea di condivisioni. In poche ore tutti i maggiori gruppi Facebook cerignolani, e non solo, parlavano esclusivamente di questo fantomatico agguato mortale, in realtà mai avvenuto. I carabinieri del Comando provinciale di Foggia si sono visti costretti a inviare equipaggi sulla strada interessata per accertarsi della veridicità o meno dell’informazione. Dopo aver appurato l’infondatezza della notizia, si è proceduto alla denuncia dei responsabili per il reato (grave) di procurato allarme. La notizia è stata poi rimossa dal web, molte ore dopo rispetto alla pubblicazione. Pagina Facebook e sito, però, sono ancora online, pronti ad acchiappare i click degli utenti più distratti.
