Anche quest’anno Il Sole 24 Ore relega Foggia agli ultimi posti per qualità della vita. Il capoluogo dauno è terzultimo in Italia, meglio solo di Reggio Calabria e Agrigento. La classifica peggiora dopo la leggera crescita del 2013. L’anno scorso infatti, Foggia si era piazzata al 99esimo posto, stavolta è 105esima. Guardando la classifica dell’edizione 2014 nel suo insieme, si osserva una top ten composta prevalentemente da realtà medie o piccole, del Nord Est, montane. Ravenna, Trento e Modena compongono, nell’ordine, il podio. Vince il modello emiliano-romagnolo – nonostante gli scricchiolii avvertiti con la forte astensione alle elezioni regionali di domenica scorsa.
Buoni i risultati del Centro, in particolare delle province toscane (Siena è nona e Livorno 11ª). Il Mezzogiorno riesce a spingersi nella prima parte della classifica solo con le province sarde (Olbia-Tempio, Sassari e Nuoro). Per il resto anche questa volta deve rassegnarsi alla parte bassa, dove prevalgono province siciliane, calabresi e pugliesi. Napoli, ultima nella scorsa edizione, guadagna il 96° posto.
Quanto alle due maggiori, entrambe segnano progressi:?Milano scala due posti e arriva ottava, Roma ne risale otto e occupa il 12° gradino. Più o meno stabili le altre, avvantaggiate da pagelle accettabili – nonostante il difficile momento congiunturale – nelle aree tematiche più riferite all’economia, ma come sempre con risultati poco soddisfacenti alla voce sicurezza.
Immediato il commento della Cisl Foggia da parte del segretario Emilio Di Conza: “Quando si tocca il fondo si può solo risalire. E’ inutile autoflagellarsi o andare alla ricerca delle responsabilità che pure ci sono e sono di gran parte della classe dirigente politica, istituzionale e sociale”. Per Di Conza “ciò che serve è soprattutto alzarsi e andare avanti facendo leva sulle eccellenze, le potenzialità e la presenza di una rete di soggetti sociali e dell’associazionismo che amano e vogliono dare il proprio contributo a questa terra”. Per il segretario generale della Cisl foggiana, “avviare un confronto in sede istituzionale per analizzare le cause e ricercare le soluzioni è più che mai necessario e utile ad evitare una coesione sociale sfilacciata e sempre più a rischio”.
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