“La campagna elettorale stanca, speriamo si voti il prima possibile”. Elena Gentile – 10 anni in Regione Puglia, eletta per Bruxelles, ieri al circolo ‘Foggia per Emiliano’- racconta l’impatto con una realtà politica ed economica nuova, dominata “da logiche che penalizzano il sud, da lobby e finanza”. Come trovare spazio per le questioni sociali, come tesaurizzare un’esperienza amministrativa per esportarla in Europa e “rigirarla” sul territorio?
Bilancio e prospettive del welfare pugliese
La macchina organizzativa per le primarie del Pd è in piena attività e si cerca di portare sui tavoli di discussione dei temi guida che possano rispondere alla domanda: “Perché votare Emiliano?”, si chiede Peppino D’Urso, che del circolo ‘Capitanata futura’ è presidente”. Il lavoro svolto nel terzo settore che visione del futuro può avere? Gentile è lì per cercare di spiegarlo come deputato europeo in commissione lavoro e affari sociali.
Si parla di fondo rurale, mutualità europea (tema che la Gentile sta approfondendo), emersione di nuove patologie che non sono più curabili attraverso la vecchia rete familiare e parentale perché “quel supporto non esiste più”. Bisogna affrontare le nuove emergenze sulla salute in un’epoca di tagli, passare da una visione “assistenzialista” del welfare (un salto che a livello legislativo risale a vent’anni fa salvo applicarlo concretamente nelle politiche di Comuni e Regioni) ad una prospettiva che lo valorizzi come strumento di sviluppo e di lavoro, se sarà ancora possibile. Attualmente vi sono circa 5 milioni di cittadini associati nel terzo settore, 400.000 occupati a tempo pieno, più di 300.000 volontari a tempo pieno e il fatturato è pari all’1,8% del Pil.
Europa con asse nordico
Si cerca di dare delle risposte: puntare sui nostri prodotti sfidando una concorrenza nordica, valorizzare nuove coltivazioni, i piani rurali, l’agroalimentare, la pesca. Un programma di massima “che deve tener presente non solo il patto di stabilità e i suoi vincoli ma una mentalità che favorisce il nord dentro una ‘questione meridionale’ che esiste anche in Europa” .
Il discorso ha risvolti identitari. “Gli olivi del sud come reggono al confronto con i prodotti lubrificanti americani e la riconversione al ribasso dell’ agricoltura spagnola?”.
Certi sapori e odori nostrani, contadini che “parlano con i propri ulivi” e tante storie di tradizione secolare. Ma il confronto con gli europei è un’altra cosa. “Bisogna farsi sentire e non è semplice”.
Terzo settore e drastici tagli
Sul piatto delle amministrazioni locali c’è l’eredità dei piani sociali di zona, il taglio drastico al fondo nazionale per le politiche sociali passate in poco più di vent’ anni da “carità ed elemosina” ad una visione più inclusiva e indirizzata alle politiche del lavoro. Cosa rimarrà di tutto questo, cosa fa l’Unione europea, esiste un collegamento tra quest’entità un po’ astratta e lontana e i mali della Capitanata? Elena Gentile cerca di dare risposte a metà fra l’impatto con un contesto nuovo e complicato (vorrebbe un tavolo sul costo del lavoro nel confronto con gli atri paesi, soprattutto discutendo di delocalizzazione) e i progetti in itinere.
Riuniti per l’occasione, anche alcuni pilastri del terzo settore foggiano, da Domenico La Marca, (attivista della cooperativa Arcobaleno, volontario di Emmaus e del centro baobab con 1500 immigrati di cui l’amministrazione “ha sollecitato la chiusura ma noi teniamo ancora la serranda aperta”), a Roberto Lavanna, del Ce.se.vo.ca, che chiede di “sburocratizzare le amministrazioni spesso autoreferenziali e un coinvolgimento non strumentarle del terzo settore da parte dei Comuni”.
Le primarie incombono, non si sa la data del voto per le regionali, marzo o forse maggio. I comitati per Emiliano pullulano, i gazebo sono allestiti gazebo come anche il sito per prenotarsi online e evitare la fila alle primarie. Fra tanto attivismo i temi dell’economia, delle politiche europee e del lavoro sono quelli che preoccupano di più. A sud in particolare.
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