“Il prof Schitulli oggi si presenta come candidato alla Regione Puglia”. Il nodo è sciolto, i programmi sono stati annunciati. Turismo “non di nicchia” che consideri non solo il tratto da Bari in giù. “Vengo dalla Murgia, da Gravina, so che significa discriminare un territorio e privilegiarne un altro”. Il declino della Fiera dell’agricoltura, i negozi che chiudono a favore delle coop, l’aeroporto che “si deve fare”, e anche qualche eliporto. L’oncologo passa per Foggia e snocciola i temi, poi va a Torremaggiore, città del coordinatore provinciale Leonardo De Vita, “la sua seconda casa” e uno dei primi nuclei di nascita del movimento.
Gli anni alla provincia di Bari, oltre che la sua professione, ne hanno fatto un “pragmatico”, motivo per cui un po’ dileggia – e sorride – del “cantastorie” di questo decennio, Vendola, e “dello sceriffo senza pistola”, Emiliano.
‘Cambiare si può, cambiare si deve’, ecco lo slogan. In prima fila è seduto il presidente di Confindustria Gianni Rotice che ascolta con grande interesse il discorso su infrastrutture e lavoro, “tema prioritario in una Puglia che fa andare via i suoi giovani e 50 anni fa era allo stesso livello di Parma”.
“Non ho tessere di partito, chi ha chiesto di me anche quando ero in Provincia, ha sempre ricevuto la mia attenzione”. Poi c’è la stabilizzazione dei precari a pochi mesi dalle regionali, quella della bagarre in aula tra Vendola e l’opposizione: “Voto di scambio, si può dire?”.
Poca politica, molti programmi. “Voglio una coalizione aperta ai partiti, ai movimenti di ispirazione moderata e cattolica. Questa sinistra ha mal governato, dobbiamo riportare regole e valori”.
Colpisce l’assenza di tutti i vertici di Forza Italia mentre a Lecce, dice il coordinatore regionale Vito Mascolo, sono arrivati compatti. In sala anche Fabrizio Tatarella, uno dei più strenui fautori di Schittulli dalla prima ora. Salta all’occhio l’assenza del sindaco Franco Landella, che non arriva nemmeno per un saluto. Si è mossa la provincia, qualche consigliere comunale come Fiore, oltre a Cataneo, naturalmente, da poco nel Movimento. Ma la campagna elettorale è ancora lunga. Si aspetta, evidentemente, che il Pd celebri le sue primarie.
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