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Home » Agricoltura, le preoccupazioni di Nardoni dopo l’incontro a Bruxelles: “Ritardi dell’Italia su Pac e Psr”

Agricoltura, le preoccupazioni di Nardoni dopo l’incontro a Bruxelles: “Ritardi dell’Italia su Pac e Psr”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Agricoltura
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È stata un’importante audizione quella di ieri in commissione Agricoltura del Senato, quella della Conferenza delle Regioni e del Province autonome presieduta dall’assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, Fabrizio Nardoni. Nel corso dell’incontro sono state confermate le informazioni che riguardano i Programmi di Sviluppo Rurale delle diciannove regioni e delle due province autonome, che hanno approvato e inviato i singoli PSR a Bruxelles nel periodo compreso il 19 luglio e il 29 ottobre 2014.

“Si tratta di un lavoro capillare e importante che fotografa il grado di programmazione e previsione dell’agricoltura italiana – spiega Nardoni – e che in solo pochissimi casi ha registrato scambi di informazioni sempre informali tra le regioni e gli uffici di Bruxelles. Ciò vuol dire che nessuna osservazione è giunta dall’Europa e che presto potremo entrare nel vivo della prossima programmazione”. A tutte le Regioni e Province autonome è stata richiesta la definizione degli elementi di collegamento tra PSR e la PAC in ordine ai contenuti.  Su quest’ultimo aspetto è emerso il riconoscimento delle significative novità del ciclo di programmazione,  come il mutato rapporto con il sostegno OCM – che non appare più basato sulla demarcazione, ma contrassegnato dalla esigenza di evitare il double founding – e, soprattutto, le importanti relazioni con il greening, che assumono un particolare impatto sui pagamenti agroambientali e sulla agricoltura biologica.

Nel corso dell’audizione sono state però messe in evidenza alcune criticità. “In particolar modo – ha detto Nardoni – abbiamo dovuto sottolineare l’incompletezza del quadro applicativo nazionale del I Pilastro, la sottovalutazione, da parte della normativa italiana, di un quadro applicativo agro ambientale della nuova PAC, e il ritardo nell’approvazione a luglio dei regolamenti di attuazione e degli orientamenti in materia di aiuti di Stato che ha reso difficile il lavoro su alcuni aspetti del Programma”. Incongruenze che nel settore dello sfruttamento della risorsa mare si trasformano in un percorso ancora più difficile. Della ripartizione dei fondi Feam si è parlato infatti subito dopo l’audizione in Senato nella riunione della Commissione Politiche Agricole. “Con rammarico abbiamo preso atto – ha dichiarato l’assessore Nardoni – che il Governo nazionale ha trasmesso alla Commissione europea un Accordo di partenariato che non ha tenuto in considerazione le istanze espresse dalle Regioni, riguardanti la allocazione delle risorse sugli obiettivi riconducibili alla competitività delle imprese e allo sviluppo del settore. Istanze che erano il frutto anche della visione programmatica proveniente, ad esempio in Puglia, dal mondo delle associazioni di categoria e dei gruppi di azione costiera”. La Commissione Politiche Agricole ha dunque posto un problema circa l’attuale sistema di governante del Fondo. “Le politiche sul tema della risorsa mare vanno ripensate pensando alla loro efficacia e non possono più elude l’indispensabile passaggio della condivisione delle scelte operative tra Stato e singoli territori – ha sottolineato il coordinatore nazionale – già nella fase ascendente di scrittura del documento operativo, e in una più precisa e snella definizione del ruoli”.

 

Tags: AgricolturaFabrizio NardoniPacPsrPugliaSenato
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