Storia squallida a Foggia. Protagonista il pregiudicato Antonio Portante, 23 anni. Il giovane, almeno sulla carta felicemente sposato, è stato colpito da un grave lutto familiare solo poche ore fa. È morta una bambina di appena 5 mesi, figlia di una cugina di Portante. Nonostante il dolore straziante, ieri mattina il pregiudicato ha fatto visita a una prostituta con la quale prima ha consumato un rapporto sessuale poi l’ha picchiata e rapinata. Subito dopo si è recato all’obitorio degli Ospedali Riuniti per raggiungere i familiari e unirsi al loro dolore.
Vittima è la rumena Wanda, 24 anni. La ragazza è stata adescata sulla Statale 16 mentre il rapporto sessuale si è consumato vicino la sede dell’azienda TNT. Il fattaccio è avvenuto a bordo della Nissan Qashqai nera di Portante. Il giovane (già noto per una rapina commessa nel 2011 a una tabaccheria di Parma) ha consegnato alla ragazza 20 euro per la prestazione ma dopo il soddisfacimento sessuale l’ha aggredita allo scopo di riprendere quei soldi. “Dammi i soldi indietro o ti ammazzo” le ha urlato. La ragazza ha opposto resistenza ma è stata colpita e spinta fuori dall’auto. Portante è riuscito a riprendersi le misere 20 euro ed è fuggito via, in direzione Ospedali Riuniti. Un’amica della vittima ha trovato la ragazza a terra tremante e con le lacrime agli occhi. A quel punto ha allertato la Polizia che nel giro di poco tempo ha individuato l’auto di Portante nei pressi del nosocomio. Lui era lì, tranquillo, nell’evidente tentativo di precostituirsi un alibi.
Il giovane è stato raggiunto e prelevato davanti agli occhi stupiti dei parenti. In auto, durante il tragitto verso la Questura, Portante ha approfittato del traffico in via Telesforo, all’altezza della rotatoria con l’aeroplano, per colpire un agente con una forte testata nel chiaro tentativo di stordirlo e facilitarsi la fuga. Un tentativo che non si è concretizzato per la scaltrezza del poliziotto che è riuscito a bloccare Portante prima che potesse uscire dall’auto. L’agente ha riportato una ferita lacero contusa al sopracciglio destro con sette giorni di prognosi. È stato necessario anche un piccolo intervento chirurgico a causa della profondità della ferita.
Una volta in Questura ha accampato scuse strumentalizzando la morte della parente e spiegando alla Polizia che all’ora dell’aggressione lui si trovava in una ricevitoria per scommesse calcistiche. “Da un anno a questa parte non faccio niente di male” ha poi aggiunto durante il suo goffo tentativo di difendersi. Ma sia la vittima che la sua amica hanno confermato i fatti in Questura riconoscendo Portante dalle fotografie in possesso degli inquirenti. Sequestrato il denaro asportato alla vittima mentre il giovane è stato accompagnato in carcere.