Tutti promosso i direttori generali delle Asl pugliesi. La Giunta regionale ha approvato, infatti, le conclusioni dei procedimenti di verifica di metà mandato per i direttori generali delle Asl Taranto, Lecce, Bat, Brindisi e Bari. Le valutazioni risultano tutte positive. Solo per il Dg della Asl Ba si è riscontrato il mancato raggiungimento dell’obiettivo vincolante a pena di decadenza “Rispetto delle leggi e del principio di buon andamento ed imparzialità dell’amministrazione”. La Giunta, tuttavia, ha ritenuto non opportuna la risoluzione contrattuale del Dg, in ragione dell’imminente scadenza – in data 17.11.2014 – dell’incarico. Incarico che cesserà in data 17.11 e dopo la sua cessazione e nelle more della nomina del nuovo Dg, le funzioni passeranno al direttore amministrativo o sanitario su delega del Dg o in mancanza di delega, dal direttore più anziano di età. In Consiglio regionale il risultato non è stato preso benissimo, soprattutto dal vicepresidente della commissione Sanità Maurizio Friolo: “E così tutto bene quel che finisce bene – ha spiegato -. I direttori generali delle Asl sono arrivati alla conclusione del loro mandato senza affrontare lo scoglio anche mediatico della verifica di metà mandato prevista dalla legge, e a nulla è servito al sottoscritto chiedere ripetutamente gli atti, per correttezza nei confronti dei cittadini e dell’opinione pubblica. E alla fine del percorso hanno ricevuto dalla giunta – con un’unica eccezione – una bella promozione – continua -, non è dato sapere se per meriti effettivi e brillanti risultati conseguiti, oppure per volontà di non infierire (essendo prossimo il pensionamento), o per assicurare loro anche il premio di produttività finale. Chissà se però anche i cittadini hanno avuto la stessa percezione in questi anni, della sanità pugliese. E quanto sono stati contenti delle liste d’attesa infinite, dei disservizi ovunque spacciati per servizi, di uno scadimento generalizzato delle prestazioni erogate – per quantità e qualità -, parametri e indicatori evidentemente distanti dalle valutazioni della giunta, che ha introdotto altri criteri, personalissimi e politicissimi. Il disastro della sanità pugliese – conclude – passa anche da questi comportamenti, purtroppo, e il finale anche di questa storia non poteva essere allora diverso”.