La portavoce delle Donne Democratiche di Capitanata, Maria Elena Ritrovato torna sulla parità di genere. “Nessuna donna nel Consiglio regionale pugliese, al massimo due donne in giunta: chi ci mette la firma? Una responsabilità enorme grava sui consiglieri regionali che in queste settimane sono alle prese con la riforma della legge elettorale regionale. Spetta a loro, infatti, disegnare il quadro delle regole per le prossime elezioni in Puglia. In discussione, la doppia preferenza e le liste formate dal 50% da candidati uomini e 50% di candidate donne. Misure che servirebbero a scongiurare il pericolo, purtroppo assai fondato, di un consiglio regionale formato unicamente da uomini. Se, infatti, nel 2010 soltanto 3 donne su 70 componenti hanno centrato l’obiettivo, nel 2015, con 50 seggi disponibili, le cose non potranno che peggiorare”. Per la Ritrovato, “il blocco monogenere in Consiglio avrà poi ripercussioni anche nella formazione della Giunta regionale: a causa della spending review, il futuro governatore della Puglia potrà chiamare in giunta al massimo due assessori esterni, cioè elementi non già eletti in Consiglio”. Poi domanda: “Quali consiglieri avranno il coraggio di mettere la firma su regole che porteranno all’esclusione di fatto delle donne dall’amministrazione regionale? I consiglieri in carica – continua la portavoce – sappiano che il voto segreto, da chiunque richiesto, non li esonererà dalle loro responsabilità. Tanti esponenti del centrodestra manifestano apertamente di essere contrari alla doppia preferenza, in base ad una impostazione che ovviamente non condividiamo. Pur tuttavia, la trasparenza e la coerenza sono indiscutibilmente da apprezzare. Allora il nostro auspicio è il seguente: nessuno chieda il voto segreto. Si mettano le elettrici e gli elettori nelle condizioni di conoscere e valutare i comportamenti oltre che le parole”.