Il triennio di piombo in provincia di Foggia raccontato da Claudio Vincelli, comandante regionale dei carabinieri. Vincelli ha ripercorso tutte le tappe più significative degli ultimi anni di criminalità in Capitanata. Dalla mafia alle intimidazioni agli amministratori locali fino agli assalti ai tir portavalori. Tutto raccontato davanti alla Commissione Antimafia. “Foggia – ha detto il comandante regionale – registra l’esistenza di clan della “Società” e vede la presenza di cosiddette “batterie”, cioè bande che sono dedite soprattutto ad estorsioni e spaccio di sostanze stupefacenti; tutti aspetti confermati da operazioni di servizio”.
La lotta alla mafia

“Nel luglio 2013 c’è stata l’operazione “Corona” (proprio ieri sono arrivate le prime sentenze, leggi), con 24 arresti per associazione mafiosa, estorsione, rapina, detenzione di armi, danneggiamento, ricettazione, riciclaggio, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Nel novembre 2013 l’operazione “Goodfellas” ha portato a sette arresti per associazione finalizzata al traffico di cocaina, detenzione di armi, rapina, violazione della sorveglianza speciale con l’aggravante del metodo mafioso. Ancora, l’operazione “Gotha” ha visto sei arresti per traffico internazionale di hashish, detenzione e spaccio di stupefacenti nonché detenzione di esplosivi, con l’aggravante del metodo mafioso. Nel 2014 un’altra operazione, “Stonehenge”: 10 ordini di cattura eseguiti sia dai carabinieri sia dalla squadra mobile di Foggia per una banda dedita a rapine, furti e ricettazioni”. E non è tutto. Vincelli ha ricordato anche quella dell’aprile di quest’anno. Ovvero l’operazione “Biancaneve”: “31 provvedimenti restrittivi eseguiti dai carabinieri della compagnia di Vico del Gargano, la parte più estrema dell’area foggiana che vede molte situazioni di criminalità, anche organizzata, ma dove non mancano episodi di criminalità comune”. In quell’occasione vennero eseguiti 13 ordini di cattura per traffico di sostanze stupefacenti. “Poi, il 7 giugno, un’altra operazione che ha visto 10 provvedimenti restrittivi per estorsioni e danneggiamenti, eseguiti dalla compagnia dei carabinieri di San Severo. Un’altra operazione importante, e inedita – fa riferimento anche alle dichiarazioni del famoso pentito (Carmine Schiavone, ndr) – è “Black land”, eseguita nell’aprile 2014 con 14 ordini di cattura per traffico illecito di rifiuti tombati nell’area, attraverso la quale sono stati rilevati collegamenti tra la Campania e il foggiano”.
Il fenomeno Cerignola
Non solo Foggia e Gargano ma anche Basso Tavoliere. Vincelli ha confermato alla Commissione l’esistenza di numerose bande molto pericolose nel Sud dell’area foggiana, nella zona di Cerignola (ma anche a San Severo). Soprattutto il centro ofantino è al centro dell’attenzione per una serie di atti criminali di portata notevole. “Un esempio particolarmente significativo – ha ricordato il comandante – è stata una rapina a un caveau, che replica le modalità di una rapina eseguita l’11 febbraio 2014 a Bari. In quella circostanza è stato arrestato dai carabinieri, nella flagranza del reato, un soggetto appartenente alle bande della zona di Cerignola. Ad esempio, nell’area tra Cerignola, Trani, Barletta e Andria si consumavano (e si consumano) rapine ai Tir. Si assaltavano i Tir, si facevano scendere gli autisti, si portava via l’autocarro, si raggiungevano dei depositi, si scaricava la merce e si faceva ritrovare il mezzo poco distante. E tutto nell’arco di mezza giornata. Anche in questo caso, l’attività concertata tra i comandi provinciali di Foggia e Bari ha consentito di mettere le mani su una batteria che, tra l’altro, operava anche fuori del territorio della Regione Puglia. Quindi, è solo l’attività d’indagine che, alla fine, ci ha consentito di ricostruire un quadro organico e mettere a fuoco le responsabilità di questi soggetti, per buona parte arrestati nella flagranza dei reati e, in qualche caso, a seguito di conflitto a fuoco”.
Intimidazioni ad amministratori locali
La Provincia di Foggia è stata interessata da 53 episodi (dati del triennio 2012-2014), di cui uno nel capoluogo. Nove sono state le lettere minatorie, 23 i danneggiamenti di autovetture, nove i danneggiamenti di abitazioni, una telefonata minatoria, tre aggressioni fisiche, tre minacce di cui una a mano armata, un furto di veicolo, un danneggiamento di esercizio commerciale, un danneggiamento di sede di partito politico, un danneggiamento di beni della pubblica amministrazione e un danneggiamento alle colture. In sei casi sono stati identificati e deferiti all’autorità giudiziaria gli autori nonché accertati i motivi degli atti intimidatori.
“I dati riguardano anche funzionari e tecnici dei Comuni – ha chiarito Vincelli -. Ovviamente anche il tecnico comunale o altri funzionari operano in quel contesto. Abbiamo perciò ritenuto opportuno fornire un quadro generale. Per quanto riguarda i motivi degli atti, per il danneggiamento dell’auto del consigliere comunale di Manfredonia abbiamo verificato che si trattava di motivi privati, così come le minacce al sindaco del Comune di San Ferdinando. Le minacce al sindaco e al vicesindaco del Comune di Orta Nova, invece, avevano motivi attinenti all”incarico. Le minacce al sindaco di Lesina avevano motivi legati all’attività politica. Le minacce a mano armata all’ex sindaco di San Marco in Lamis hanno invece motivi in corso di accertamento. Le minacce ed aggressioni al candidato sindaco di Apricena hanno motivi concernenti l’attività politica”.

