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Home » Manfrini tira fuori dal cilindro 28 mln di euro e salva la sanità privata. Così l’Asl di Foggia risponde a Bari “matrigna”

Manfrini tira fuori dal cilindro 28 mln di euro e salva la sanità privata. Così l’Asl di Foggia risponde a Bari “matrigna”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Sanità
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La sanità privata foggiana si salva in calcio d’angolo. L’incontro decisivo tra il direttore generale dell’Asl di Foggia, Attilio Manfrini, e i rappresentanti delle cliniche private accreditate di Capitanata (Don Uva, Villa Igea, San Michele, De Luca e Case di Cura Riunite Villa Serena e Nuova San Francesco), ha portato un risultato notevole. Sul tavolo, la discussione animata sui tetti di spesa per l’anno 2013 rispetto al reale fabbisogno del territorio e alle prestazioni già effettuate dalle case di cura ed ancora in attesa di definizione. L’apertura dell’ingegnere di Cerignola è stata ampia, a dimostrazione dell’impegno del manager per risolvere un problema sinora soltanto rinviato agli uffici regionale dell’assessore Donato Pentassuglia e ai dirigenti (a cominciare da Vincenzo Pomo). La soluzione è stata ritenuta “soddisfacente” dagli imprenditori, Telesforo in primis, che ha voluto sottolineare l'”encomiabile impegno di Manfrini nel dirimere una questione diventata non solo spinosa, ma vitale per la tutela della salute e dell’economia del territorio”. Difatti, i tagli annunciati erano già stati definiti “irragionevoli”, i quali “avrebbero gettato senza dubbio nel caos il sistema, paralizzandolo e allungando a dismisura le liste di attesa per prestazioni che, in alcuni casi, come l’impianto di protesi ortopediche, vengono effettuale prevalentemente nelle strutture private delle Case di Cura Riunite”.

L’impegno di Manfrini, è stato quello di sostenere nei confronti della Regione “matrigna”, numeri alla mano, quanto sia sottostimata la necessità di prestazioni sanitarie della Capitanata, cosa resa evidente dai numeri della mobilità passiva extraregionale che ci vedono in assoluto, con circa 66 milioni di euro all’anno, la provincia che spende di più per pagare prestazioni sanitarie extraregionali, ai cittadini che, non trovando posto nelle strutture pubbliche e private accreditate della provincia di Foggia, sono costrette a rivolgersi in altre regioni. Alla fine nessun risparmio viene effettuato fornendo nel contempo un terribile disservizio al territorio. Una cifra (quella dei 66 milioni di euro) che va a pagare oltre 2100 stipendi di dipendenti di altre Asl mentre la nostra langue per carenza di personale. Il dg di Piazza della Libertà ha affermato che entro questa settimana stabilirà un “fondo unico aziendale” (la cifra potrebbe essere di circa 28 milioni di euro) per tutte le strutture che terrà conto delle prestazioni già eseguite sulla base dei tetti di spesa degli anni precedenti, e che, entro metà ottobre, provvederà alla designazione dei singoli tetti. “Una presa di posizione, quella di Manfrini – ha commentato Paolo Telesforo -, che gli rende onore e che è il primo passo verso una rivalutazione delle necessità del territorio e del ruolo fondamentale che hanno le strutture accreditate nel completare il quadro generale di una sanità che funzioni e che, nel contempo, si allontani dagli sprechi del passato”.

Tags: aslDe LucaDon UvaFoggiaPugliaSalattoSanità privataTelesforoVilla Igea
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