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Home » Marmo sulle primarie di centrodestra: “Roma sappia che decidono i pugliesi” Gatta: “Emiliano da papa uscirà cardinale”

Marmo sulle primarie di centrodestra: “Roma sappia che decidono i pugliesi” Gatta: “Emiliano da papa uscirà cardinale”

Di Paola Lucino
22 Febbraio 2018
in Politica
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C’è un comitato romano che si occupa di regionali e vaglia, eventualmente, le primarie del centrodestra, sempre che non si converga su un candidato unico. E c’è Nino Marmo (in foto) in Puglia che, oltre ad aver già esposto i 6×3 in alcuni punti nevralgici di Foggia, “rivendica” la consultazione popolare. “Le primarie non si rivendicano, si svolgono dopo aver approvato un regolamento. Stop”. 

Non si “sconvocano” le primarie 

Più deciso di Fitto, un gladiatore nel laboratorio pugliese che sperimenta nuove strade di selezione, manda a dire ai tavoli romani: “Preferirei che esaminasse il candidato scelto dai pugliesi – spiega a l’Immediato -, se vogliamo veramente rimettere in moto l’entusiasmo e la politica. Io visito aziende, famiglie, va fatto un lavoro di ricongiunzione alla gente che solo le primarie possono rilanciare. Non si fanno? Devono indire una conferenza stampa per “sconvocarle” e, in tal caso, con quali possibilità di vittoria andiamo a votare? 23 novembre, data “confermata”. 

L’onda renziana che non ha premiato la Puglia (tranne Bari) 

Emiliano stringe la Puglia in una morsa con un’attività politica frenetica, Marmo non lo teme: “E’ battibile, per loro è finito un ciclo, hanno governato con Vendola e sono responsabili di quello che è successo in Puglia, compreso il dissesto idrogeologico che ha travolto il Gargano. L’onda renziana non li ha premiati alle comunali, tranne a Bari, la Puglia è un’altra cosa. Fino alle regionali saranno emersi tutti i flop di Renzi”. Dissolve ogni dubbio sul candidato unico che spegnerebbe qualunque anelito. Ai nastri di partenza, dopo il ritiro del sindaco di Lecce Perrone, ci sarebbero Schittulli, dato in pole position, il sindaco di Monopoli Romani e Giorgino, sindaco di Andria.

“Il Movimento Schittulli ha accettato le primarie, come gli altri, Ncd non ha partecipato? Un peccato, loro esistono e sono riconoscibili perché sono nell’area  di centrodestra, nei vari comuni ci hanno appoggiato”. 

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Coinvolgere l’Udc, questo è il problema 

Esclude la possibilità di un terzo polo e mira a incassare l’appoggio dell’Udc: “Nel 2010 quel 7% che ci ha portato alla sconfitta era dei centristi. Non c’è il doppio turno, sarebbero ininfluenti”. Primarie aperte e “non truccate”, oltre le tessere, ma il regolamento ancora si deve scrivere. Come pure è da chiarire se si possono svolgere primarie a macchia di leopardo in base alle regioni, con candidato condiviso, quindi si parte senza, o con più nomi concorrenti: “I partiti delle altre regioni facciano quello che vogliono…”.

Consigliere regionale di Andria, ex assessore nella giunta Fitto, un passato in An, ha tagliato la testa al toro con quei manifesti ‘Marmo presidente’. Qualcuno nel centrosinistra, sorpreso dalla velocità del 6×3, ha commentato: “In questo partito vige proprio l’anarchia”.  “Ma quale anarchia, a chi dovevamo chiedere il permesso, è la disciplina della competizione, io ho scelto il giorno dopo Monopoli (Fitto convocò base e dirigenti di Fi il 2 settembre scorso, ndr), mi sono presentato alla base, sono un militante disciplinato”.

Insidiati dai 5 stelle? “Non andranno oltre il 13%, noi possiamo raggiungere il 40% con una buona coalizione”. 

Giandiego Gatta: “Emiliano da papa può uscire cardinale” 

“Una competizione agguerritissima, con 20 consiglieri in meno da eleggere, ci vorranno molti più voti, con le preferenze  decide il popolo sovrano. Cadranno molte teste per forza di cose”. Erano 70, dalla Capitanata dovrebbero essere 8, numero più, numero meno.

Giandiego Gatta, consigliere regionale di Manfredonia, ribadisce: “Nessun programma è cambiato, primarie a novembre di cui sono fautore da anni con regole condivise, se poi si trova un accordo su un nome che raccoglie più consensi…”. Finora ad esprimere una carica politica con primarie nell’area di centrodestra sono stati i rappresentanti di Fratelli d’Italia, che hanno salutato le pressioni di Fitto con un meglio “tardi che mai”. Al tavolo regionale sono insieme.

Gatta rientra in quella ristretta cerchia di dirigenti che si sono sempre mostrati a favore di una più ampia partecipazione. “Io sono un animale di lotta elettorale, l’esito è tutto da scrivere, non dimentichiamo che Vendola batté Fitto e Davide può vincere Golia. Molti sono entrati papi e usciti cardinali”. Il riferimento è alla lotta contro Emiliano, “l’avversario”. 

gatta

Casse vuote e resistenze nazionali 

Intanto le casse di Fi sono vuote e l’appello rivolto ai parlamentari e al territorio è stato quello di “contribuire a trovare fondi, anche col tesseramento”. Se i vertici dell’ex Pdl e ora di Fi hanno sempre snobbato le primarie, salvo eccezioni e salvo riconvertirsi ad esse in una fase cui il partito è fermo, come dice Marmo, tanto più oggi celebrarle potrebbe risultare difficile. Schittulli, oncologo barese di fama internazionale, presidente della Provincia, molto forte nel capoluogo, sembra dato per favorito a prescindere da tutto: il rischio di un colpo di mano nazionale esiste, oltre il fervore della squadra di Raffaele Fitto che, praticamente, rappresenta l’intero centrodestra pugliese con qualche trasformazione in corsa.  

Un sondaggio dava per favorito il medico, già dalle scorse comunali in tour per la Capitanata a presentare il suo movimento. Che sia lui, alla fine, il prescelto?: “Io non ascolto le voci di corridoio -insiste Marmo- io mi occupo del destino del centrodestra e del rilancio della sua politica”.

Tags: Francesco SchittulliGiandiego GattaMichele EmilianoNichi VendolaNino MarmoPugliaRaffaele Fittoregione puglia
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