Scoppia l’emergenza depuratori dopo la riorganizzazione “unilaterale” della Pura Depurazioni srl. Ad evidenziare il caso, la segreteria regionale Fast-Confsal di Puglia e Basilicata. “Dall’inizio di ottobre la Pura Depurazioni è stata internalizzata da Aquedotto Pugliese – spiegano -, quest’ultima ha previsto e attuato dei sistemi di teleallarme e di telecontrollo sugli impianti ma non ha certo pensato alla reperibilità degli operatori, che, per l’impianto di Foggia, sono passati dalle 24h alle 12h. Le ripercussioni sull’occupazione sono evidenti, proprio a causa della soppressione dei turni di notte al Depuratore di Foggia e alla mancata trasformazione del contratto di lavoro da part-time a full-time per due dipendenti, nonostante l’accordo del 2011 con i sindacati e i continui i solleciti”. Inoltre, il sindacato segnala la mancata assunzione di 2 operatori del Depuratore di Biccari, che doveva avvenire così come previsto dal contratto collettivo attualmente vigente, “procedura per la quale è in corso una vertenza legale, che in primo grado ha visto riconosciuto il diritto ai lavoratori”. Il pericolo è ancora una volta quello di un grosso impatto ambientale, proprio perché tale riorganizzazione non prevede investimenti in sistemi di automazione alla conduzione, ma solo investimenti in teleallarme e telecontrollo, trasformando i conduttori in manutentori, senza garantire la continuità dei processi di depurazione delle acque reflue fuori dall’orario di lavoro, situazione impensabile per una azienda che gestisce un servizio pubblico.
“E la beffa continua, per l’ambiente, i contribuenti e i lavoratori – continua il sindacato -, in seguito alle scelte di Pura Depurazioni srl. Qualche giorno fa la notizia di otto impianti ispezionati e nove multe salate ai depuratori della Capitanata, in seguito alle analisi chimiche e microbiologiche condotte dalla Capitaneria di Porto di Manfredonia e dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Foggia. Nella zona del fiume Candelaro e del Golfo di Manfredonia si registra un notevole aumento dei problemi ambientali per una riduzione di agenti chimici utilizzati dalla società che gestisce gli impianti e un serio pericolo di contaminazione della catena alimentare perché quelle acque finiscono per irrigare molti campi della provincia di Foggia”. Inoltre, fa sapere il segretario regionale Fast Confsal di Puglia e Basilicata Vincenzo Cataneo, sindacalista che già nel 2011 denunciò l’inefficienza e inefficacia dei processi di depurazione, che: “da un verbale di Pura del 19 febbraio, prodotto durante il CdA, il responsabile del personale di Aqp Carrera avrebbe espresso la volontà di cambiare il Contratto da quello Collettivo Nazionale per i Servizi Ambientali al Contratto Nazionale per i Servizi Gas e Acqua (Fise)”. Una decisione che porterebbe ai lavoratori un danno di circa 2-300 euro, senza peraltro che gli stessi ne siano stati informati dai propri rappresentanti sindacali unitari.
“Beffa delle beffe – spiegano ancora dal sindacato -, nel corso di un convegno svoltosi a Bologna sul Telecontrollo della Depurazione in Puglia, un intervento del Direttore industriale di Pura Massimiliano Baldini avrebbe descritto l’innovazione tecnologica, attraverso il controllo con sistema gsm, per gestire la reperibilità degli addetti, mediante il teleallarme e il telecontrollo per garantire la tempestività egli interventi, in caso di situazioni critiche. Peccato però – sottolinea ancora una volta la Fast Confsal di Puglia e Basilicata – che in Puglia che oltre ad aver rimosso il turno notturno, la reperibilità degli operatori non sia tuttora prevista. Se ai convegni e sulla carta Pura risponde agli obiettivi dell’innovazione tecnologica – concludono -, nella pratica certo non salvaguarda né i lavoratori (che passano addirittura dalle 24 alle 12 ore), né l’ambiente, in caso di emergenze”.