Scacco matto a Francesco Pio Gentile, personaggio storico della mala garganica perchè affiliato al clan Romito. I carabinieri del Comando Provinciale di Foggia lo hanno arrestato perchè gravemente indiziato dei reati in concorso di tentata rapina, porto e detenzione illegale di armi e ricettazione. Il 46enne di Mattinata è tra gli autori dell’efferata rapina del mattino del 2 settembre 2011 quando assalì un furgone portavalori dell’istituto di vigilanza NP Service (stessa azienda colpita a giugno 2014 a Foggia), al cui interno viaggiavano tre guardie particolari giurate, mentre stava percorrendo la SP 41 bis in direzione San Nicandro Garganico. Il mezzo venne fermato da Gentile e da almeno altre dieci persone per un totale di tre gruppi armati, all’altezza del km 4. Un agguato messo in atto con fucili kalashnikov. Colpo fallito grazie all’intervento di una pattuglia dei carabinieri che ingaggiò un conflitto a fuoco con i malviventi costringendoli alla fuga a bordo di tre autovetture. Le indagini condotte, senza soluzione di continuità, dai carabinieri, hanno fatto emergere importanti elementi investigativi circa il coinvolgimento di Gentile.
L’assalto
Determinanti le dichiarazioni di alcuni protagonisti della vicenda. Vennero ascoltate le guardie giurate in servizio a bordo del furgone blindato che raccontarono di essersi trovati di fronte una betoniera che procedeva verso di loro al centro della strada; intuite le intenzioni malsane, il conducente del furgone portavalori tentò di allontanarsi con una manovra in retromarcia, notando cinque o sei individui che, usciti dal mezzo, iniziarono a sparare. La retromarcia non ebbe l’esito sperato poiché il furgone venne bloccato da un’Audi A4 scura.
I rapinatori costrinsero le tre guardie giurate a scendere dal mezzo e sdraiarsi per terra. Poi con una fiamma ossidrica cominciarono a tagliare le lamiere del furgone prima di essere bloccati dai carabinieri. Con i quali scoppiò un conflitto a fuoco.
I carabinieri accertarono che prima dell’agguato i rapinatori avevano provveduto a bloccare il traffico sulla strada, costringen
do gli automobilisti a consegnare le chiavi delle autovetture fermate.
Sull’asfalto vennero ritrovati 16 bossoli di cartuccia calibro 7,62 esplosi dai kalashnikov, 2 cartucce inesplose di fucile calibro12 a pallettoni e 5 bossoli di cartuccia calibro 9.
Fregato dal Dna
Due giorni dopo, in località “Spina Pulci” di San Nicandro Garganico, spuntarono, nascoste tra la vegetazione le tre autovetture, una Fiat Stilo e due Audi A4, tutte provento di furto che, sulla base delle testimonianze dei presenti all’agguato, non vi era dubbio fossero quelle utilizzate dai rapinatori per la fuga. Le guardie giurate avevano dichiarato, inoltre, che i malviventi indossavano dei guanti in lattice di colore blu.
Gli accertamenti tecnici, e i rilievi finalizzati ad individuare profili genetici sul materiale sequestrato all’interno delle vetture, indirizzarono le indagini verso alcuni personaggi tra i quali Gentile.
Da uno dei guanti ritrovati si è risaliti al 46enne di Mattinata. Infatti, grazie al prelievo del tampone salivare, è risultata piena sovrapponibilità tra il profilo genetico di Gentile e quello del profilo genetico ottenuto dai guanti in gomma, rinvenuti e repertati all’interno di una delle due Audi. Prove che non hanno lasciato scampo a Gentile, finito poche ore fa nel carcere di Foggia.