Arresti e sequestri a carico del clan Lo Russo a Napoli e provincia. I carabinieri hanno eseguito una misura cautelare in carcere emessa dal gip a carico di una trentina di persone ritenute affiliate al clan dei cosiddetti “capitoni” del quartiere di Miano, responsabili a vario titolo di associazione di tipo mafioso e di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Contestualmente eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un valore di circa 10 milioni di euro. I Lo Russo controllano piazze di spaccio che comprendono i quartieri di Marianella, Miano, Chiaiano e alcuni comuni della zona. L’indagine del Nucleo investigativo di Napoli con la compagnia Vomero ha dimostrato come il clan Lo Russo decimato da arresti e pentimenti, nonostante il 15 aprile di questo anno sia stato preso in Spagna il reggente Antonio Lo Russo (figlio del boss collaboratore di giustizia Salvatore e noto alle cronache per essere stato fotografato a bordo campo al San Paolo a seguire una partita del Napoli poche settimane prima di diventare un latitante), si fosse riorganizzato, continuando a gestire importanti piazze di spaccio. Sinora il provvedimento restrittivo è stato notificato a 31 indagati, la maggior parte dei quali non detenuti. Durante le perquisizioni connesse alle notifiche, sequestrata una pistola calibro 9 sulla quale saranno eseguite indagini balistiche.
A seguito dell’omicidio di Domenico Raffone (l’8 marzo scorso) sono state intercettate conversazioni telefoniche che hanno svelato l’esistenza di una struttura organizzata che fa capo al clan Lo Russo e che è dedita al traffico di droga. Ogni gestore di “piazze di spaccio” era tenuto a versare una sorta di “tassa di concessione” al clan poichè spendevano il nome del gruppo. Accertata anche l’esistenza di un covo (definito la “Casarella”) frequentato da molti associati. A Mario Lo Russo viene contestato il ruolo di dirigente e organizzatore del sodalizio.
Tra i destinatari del provvedimento ci sono anche Vincenzo Bonavolta, Carlo Lo Russo alias Lellè, Valerio Neppello e Luciano Pompeo.