Alle prime luci dell’alba è arrivato l’esercito sul Gagano. Questa mattina è atteso l’arrivo del governatore pugliese, Nichi Vendola. Ieri, per l’emergenza alluvioni sono arrivati l’assessore regionale Fabrizio Nardoni (Risorse agricole), Domenico Rizzi (segretario provinciale di SeL) Giovanni Giannini (Infrastrutture, Mobilità e Lavori Pubblici), i consiglieri regionali Pino Lonigro (Socialismo Dauno) e Giuseppe Di Pumpo (SeL). “Abbiamo effettuato un sopralluogo presso le aree garganiche maggiormente interessate dai danni dell’eccezionale ondata di maltempo che ha, purtroppo, provocato una vittima – commenta Rizzi -. Alcune centinaia di evacuati, strade interrotte, colline franate, flagellate, devastate dalla furia degli elementi che hanno furiosamente imperversato su quei terreni dove le mani operose e pazienti dei contadini avevano costruito solidissimi terrazzamenti in pietra, efficaci come nessun’altra opera dell’ingegneria di contenimento. Questo è lo scenario drammaticamente tragico che ci è passato davanti nel corso della nostra visita tra Cagnano Varano, Carpino, Peschici, Rignano Garganico, San Marco In Lamis, Vico del Gargano e Vieste”. Il resoconto è impietoso: “Innumerevoli i danni riportati dalle infrastrutture turistiche (molti i campeggiatori tra gli evacuati) così come dalle aziende zootecniche ed agroalimentari che rappresentano una delle ricchezze primarie di questo territorio. Una terra aspra, forte eppure delicata, costretta a piegarsi, a sviscerarsi di fronte all’irruenza con cui la natura si è ripresa quella libertà che l’uomo, sconsideratamente, gli aveva levato. Adesso più che mai il Gargano necessita di essere ricostruito – spiega Rizzi -: con la messa in sicurezza dei luoghi travolti dall’alluvione e con il ripristino delle infrastrutture civili e produttive danneggiate o completamente distrutte. La Regione Puglia dovrà mettere subito in campo tutte le risorse di cui dispone e – soprattutto – garantire alle popolazioni garganiche così duramente colpite tutti gli strumenti atti a prevenire future emergenze idrogeologiche ed a tutelare una volta per tutte questo territorio così ricco e nello stesso tempo così fragile. Affinché – conclude – questo tragico momento possa rappresentare l’occasione di rinascita, ricostruzione, rifondazione di una nuova ‘alleanza’ tra natura ed uomo che renda questa terra – il Gargano – e le comunità che la abitano e la arricchiscono con il loro lavoro, la loro tradizione ed il loro desiderio di sviluppo sostenibile, più sicura e viva”.