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Home » Cerignola, un medico in malattia e il reparto si ferma. Giorni di caos in Ortopedia

Cerignola, un medico in malattia e il reparto si ferma. Giorni di caos in Ortopedia

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Sanità
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È bastato che un medico si mettesse in malattia per far piombare un reparto nell’emergenza più totale. “È praticamente chiuso, hanno dismesso tutti i pazienti”, è stato l’allarme lanciato sui social network, con la “minaccia” di alcuni medici e infermieri di “dimettersi”. Negli ultimi giorni, l’Ortopedia dell’ospedale “Tatarella” di Cerignola è stato forse il luogo simbolo delle difficoltà della sanità pugliese dopo l’estenuante piano di riordino messo a punto da Nichi Vendola.

In attesa delle deroghe (che dovrebbero essere completate a settembre), adesso bisogna accontentarsi di trasferimenti di personale e, cosa ancor peggiore, di pazienti. “La situazione è problematica – viene spiegato a l’Immediato da alcuni dipendenti dell’ospedale -, ci sono solo 4 medici ma ce ne dovrebbero essere almeno 6. Se uno di questi si assenta per qualsiasi ragione, si piomba nel caos. Tutti si lamentano, ma non si riesce a risolvere il problema perché ci sono reparti che sono addirittura messi peggio, come il Pronto soccorso”.

Dalla direzione generale dell’Asl hanno fatto sapere che la situazione “sarà risolta entro il 10 settembre”, molto probabilmente con il trasferimento di un paio di medici da Lucera. Ma, come è evidente, si tratta solo di misure tampone che sposteranno soltanto l’emergenza da una parte all’altra dell’Azienda unica. Soltanto ieri, dopo le proteste dei giorni scorsi, sono riprese lentamente le “attività ordinarie”. La situazione di “normalità” è stata ripristinata soltanto oggi.

“È rientrata da questa mattina la questione della sospensione delle attività di reparto dell’unità operativa di Ortopedia e Traumatologia di Cerignola. Quando c’è la volontà, dopo aver fatto sentire la voce, le soluzioni si trovano”, ha commentato Luigi Giorgione della Uil. In realtà, il problema potrebbe essere solo rinviato, se non arriveranno risposte celeri sullo sblocco delle assunzioni previste dal piano presentato recentemente dall’assessore Donato Pentassuglia.

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