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Home » Scandalo milionario all’Asl di Foggia. A Manfredonia disinfettanti pagati 1900 euro (anziché 90)

Scandalo milionario all’Asl di Foggia. A Manfredonia disinfettanti pagati 1900 euro (anziché 90)

Di Michele Iula
22 Febbraio 2018
in Inchieste
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Sempre gli stessi personaggi. Sempre le stesse truffe. La Procura di Foggia non smette di lavorare sull’Asl di Foggia. L’ennesimo scandalo riguarderebbe l’ospedale San Camillo de Lellis di Manfredonia, dove il disinfettante per le sale operatorie sarebbe stato acquistato a 1900 euro (anziché 90). Tutto è partito da un ordine di acquisto di 90 flaconi, per i quali sarebbero bastati poco più di 80mila euro. Invece a Piazza della Libertà hanno pensato bene di prenderne 1200, spendendo in tre anni (dal 2009 al 2011), quasi 2,5 milioni di euro. Sullo sfondo, un fiume di tangenti, regali e viaggi per “oliare” la filiera perversa.

La Guardia di finanza ha messo in luce il “sistema” che si sarebbe radicato nei tre ospedali di Manfredonia, San Severo e Lucera (quest’ultimo declassato dal Piano di rientro varato dal governatore Nichi Vendola). Secondo quanto ricostruito nell’informativa delle Fiamme gialle, ci sarebbe un’altra voce di spesa, ancora più grave: 1,5 milioni per “ordini falsi”, mai autorizzati, ma regolarmente pagati con i soldi dei contribuenti.  Non è la prima volta che accade una cosa del genere. Negli anni scorsi ad emergere nelle indagini le attività dell’imprenditore foggiano Vincenzo Nuzziello, fratello di Anna, consigliera regionale vicina a Vendola. Nei processi, pian piano sono emersi i gangli della “nebulosa” di interessi tra imprenditoria, politica e funzionari nell’Alto Tavoliere. Già allora, sotto i riflettori, emersero le responsabilità di uffici strategici, come il Patrimonio, dove vengono gestiti gli acquisti. Ora, cambiano solo in parte i protagonisti. Ad essere rinviati a giudizio sono 7 indagati tra pubblici funzionari e imprenditori. Il fornitore, secondo quanto riferito dal quotidiano “la Repubblica”, avrebbe riferito: “Costa di meno? L’ho scoperto dopo su internet…”.

Il lavoro degli inquirenti arriverà davanti al Gip il prossimo 24 settembre. Secondo la ricostruzione, tutto sarebbe partito dalla denuncia del responsabile dell’ospedale di San Severo, il quale ha immediatamente individuato l’incongruenza del costo del Trigene (così si chiama il disinfettante). La vicenda è arrivata al tavolo dell’assessorato alla Salute, prima di sbarcare in Procura. Ad essere coinvolto, l’imprenditore Ettore Folcando, già coinvolto nello scandalo “Black Hole” in Molise, dove fu beccato anche Nuzziello. Folcando ha patteggiato sostenendo di essere stato a sua volta truffato dal rivenditore. Il problema è la verifica dei prezzi. Ancora una volta. “Il quadro che emerge dalle risultanze acquisite nei procedimenti richiamati – scrive la procura – è quello di un ufficio area gestione del patrimonio diretto da funzionari che non esercitano alcun filtro di tecnicità e correttezza; in tale contesto ambientale, è assicurata al funzionario Di Stefano Nazario tutta la libertà d’azione che gli consente di commettere innumerevoli azioni delittuose. Le indagini svolte evidenziano il ruolo di primo piano svolto dal Di Stefano Nazario all’interno dell’Asl di Foggia, quale collettore di tangenti. Anzitutto, occorre sottolineare come il Di Stefano, nonostante fosse in possesso della qualifica di coadiutore amministrativo e, quindi, non abilitato ad istruire le pratiche amministrative oggetto dell’inchiesta sia stato destinato a tali incombenze da tutti i dirigenti che si sono succeduti nella carica di direttore dell’area patrimonio dell’Asl Fg, e cioè Lamedica Silvano, Granatiero Raffaele e De Francesco Romolo. Quali le ragioni dell’affidamento di tali compiti al Di Stefano? La risposta al quesito la fornisce lo stesso Di Stefano nel corso dell’interrogatorio reso davanti al pubblico ministero: in sintesi, il Di Stefano ha dichiarato di aver agito fedelmente su disposizione dei suoi capi servizio e di aver ricevuto tangenti non solo per sé, ma anche per il Granatiero Raffaele, il De Francesco Romolo e per l’Inchingolo Savino. Ovviamente, sia il Granatiero che il De Francesco, in tutte le occasioni in cui sono stati sentiti, hanno preso le distanze dall’operato del Di Stefano Nazario, attribuendogli la responsabilità esclusiva dell’istruttoria delle pratiche oggetto dei diversi procedimenti penali”. In pratica, quasi tutti i personaggi già coinvolti nei precedenti filoni di indagine, scaturiti in processi e condanne.

Tags: Asl FoggiaDe Francesco RomoloEttore FolcandoGranatiero RaffaeleGuardia di FinanzaLamedica SilvanoNazario Di StefanoSavino InchingoloscandaloTruffaVincenzo Nuzziello
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