Sono stati ricevuti dal sindaco Riccardi, in Municipio, i Campioni d’Italia di Calcio a 5 nei Giochi Special Olympics della A.S.D. Disabili Delfino di Manfredonia. I ragazzi hanno sbaragliato la concorrenza lasciando agli avversari le briciole. I numeri parlano chiaro: sei vittorie su sei, miglior attacco e miglior difesa. Perfetto il comportamento e la disciplina. La squadra inoltre, non ha mai infierito sugli avversari nonostante la superiorità.
Un risultato sportivo inseguito con tutte le forze tanto dai ragazzi, quanto dal tecnico Luciano Armiento e dal presidente Vincenzo Di Staso. E’ una famiglia la loro. E’ una famiglia per l’affetto e la premura enorme che chiunque operi con la Delfino profonde. E’ una famiglia perché sono tanti i sacrifici che si sono dovuti compiere per essere presenti a La Spezia, basti pensare che l’ultima partecipazione ad una competizione di carattere nazionale era avvenuta nel 2009. Non vi era nulla di scontato nell’affermazione della Delfino e non è stato affatto semplice anche il solo reperire mezzi per raggiungere la città ligure che ha ospitato i campionati. Un pulmino da otto posti è stato offerto da don Luciano Vergura della Parrocchia San Carlo, ma non era sufficiente per trasportare tutti. Il dirigente Armiento ha messo a disposizione la propria auto
permettendo la trasferta a tutti. “Strano ed anacronistico che in una società come la nostra – commenta il sindaco Riccardi – che tende alla globalizzazione e all’intercultura ci siano ancora fenomeni di discriminazione, di giudizio del diverso”. La nostra stessa identità procede di pari passo con quella dell’alterità, della diversità. Possiamo dire ‘io’ solo se contemporaneamente diciamo ‘altro’; è ovvia la diversità nella natura, nelle cose create dall’uomo e, quindi, dovrebbe essere ovvia la diversità fra gli uomini stessi. “Sta a noi dare la possibilità alle persone con disabilità di diventare soggetti socialmente attivi e ciò che realizza quotidianamente la A.S.D. Delfino è encomiabile e meritorio. E’ imprescindibile che si abbandoni l’idea dell’assistenzialismo e si guardi alle persone diversamente abili in maniera attiva, senza pietismo, ma come risorse positive della comunità. Non dovrebbe mai mancare – conclude il sindaco – il rispetto e l’attenzione verso chi, da una posizione differente e svantaggiata, ci dimostra di essere in grado di insegnarci volontà e forza vitale. Doti che i nostri splendidi undici ragazzi d’oro, il tecnico ed il presidente, mettono a disposizione di tutti, sommessamente. Sta a noi saperli osservare, ascoltare e prenderne esempio. Grazie a quanti hanno concorso a quest’impresa: Manfredonia è fiera di voi”.