Si sta facendo largo sulla scena musicale pugliese, la band indierock “Fukjo” di Cerignola che sta portando la sua musica sui palchi più importanti di Puglia.
Partiti dalla finale regionale di MArteLive a giugno scorso al Dopolavoro di Brindisi, passando per Napoli, Bisceglie, Bari, Foggia, Mola di Bari, sono giunti sul palco di uno dei Festival più importanti della Puglia: lo Yeahjasi Festival, happening musicale che ha come protagonisti artisti e band pugliesi che per due giorni hanno la possibilità di incontrarsi, incontrare operatori del mondo della musica, esibirsi di fronte a nomi noti della musica italiana e vivere un’esperienza unica di condivisione e apprendimento.
Il Festival si tiene a San Vito dei Normanni (Br) negli spazi dell’ExFadda, un antico stabilimento vitivinicolo oggi centro per l’aggregazione, la creatività e l’innovazione sociale. Chiamati dal direttore artistico del festival, Amerigo Verardi (musicista e produttore musicale), i Fukjo hanno avuto la possibilità di portare la loro musica su un palco importante, presentando il loro primo lavoro “Wasabi” ed eseguendo i brani in un live mozzafiato che ha tenuto in apnea i centinaia di ascoltatori.
Accompagnati sul palco da Pierpaolo Capovilla, leader de Il Teatro degli Orrori, entusiasta di questa collaborazione e dell’ “affettuoso” brano in cui si è amabilmente coinvolto. “Una cornice indimenticabile, che ci ha permesso di esprimerci al meglio, come piace a noi – sostiene Giuseppe Dagostino leader della band -. La gente si è divertita ed avere tra il pubblico Cristiano Godano (leader dei Marlene Kuntz) e Mimì Clementi (leader dei Massimo Volume) è un’esperienza inspiegabile”. “Un grazie speciale a Pierpaolo Capovilla – continua Enzo Cannone musicista della band – che ha voluto accompagnarci sul palco, per noi un motivo in più per fare ancora meglio”.
I Fukjo ormai rappresentano l’espressione musicale emergente più vivace e interessante dell’Alta Puglia, l’8 agosto suoneranno a Locorotondo al WakeUp Festival con Capitan Mantelli, poi si chiuderanno in un casolare tra le campagne di Capitanata, per mettere mano al loro secondo lavoro che vedrà la luce il prossimo inverno.