L’Usppi Puglia denuncia che all’Ospedale Di Venere di Bari venerdì scorso, a seguito di una ispezione, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato tutela del lavoro hanno trovato la presenza di “farmaci scaduti” sui carrelli di terapia nelle diverse unità operative. Tutto ciò è stato messo per iscritto dal direttore medico del presidio ospedaliero Bari Sud (Ospedale Di Venere e Fallacara) Domenico Labbate, che in una nota dell’1 agosto scorso, ha segnalato l’accaduto ai direttori delle unità operative e ai coordinatori-capi sala, rammentando una più attenta vigilanza. L’Usppi Puglia, attraverso il segretario generale Nicola Brescia, afferma: “Non è possibile prendersela con i lavoratori che con turni massacranti non riescono a sopperire la forte carenza di personale infermieristico più volte denunciata – vedi il Pronto soccorso del Fallacara e del Di Venere che non riescono a fare i turni di lavoro -; gli stessi infermieri hanno declinato ogni responsabilità se dovessero accadere eventi drammatici. La Chirurgia Generale dell’ospedale San Paolo non ha i bisturi per le piccole operazioni”. L’Usppi ricorda che “nei giorni scorsi un medico per togliere i punti di sutura ad un paziente ha utilizzato le sole mani, poiché da tempo in reparto sono senza bisturi. La denuncia è stata fatta la prima decade di luglio. Ad oggi nulla è stato disposto”.
Delle condizioni difficili in cui versano gli operatori del presidio ospedaliero del San Paolo si è discusso nel corso di un incontro tenuto nella direzione medica dell’ospedale, al quale hanno partecipato il direttore medico Angela Leaci, il segretario generale dell’Usppi Nicola Brescia, il segretario aziendale Usppi medici Michele De Mundo, il segretario provinciale Nicola Preziosa e il presidente Rsu/Asl BA Gianfranco Virgilio. Secondo L’Usppi sono ancora molte le cose da fare per rendere efficiente il presidio, a cominciare dall’allestimento di una zona filtro in sala operatoria per l’introduzione del paziente, poiché attualmente si utilizza lo stesso letto di reparto per condurre i pazienti sul letto operatorio.
“I parcheggi del San Paolo – sostiene ancora l’Usppi – sono terra di nessuno, sebbene recintati opportunamente e sono regno di parcheggiatori abusivi che troneggiano ed infastidiscono sia i dipendenti che i visitatori che per necessità frequentano l’ospedale. Succede spesso che qualche auto e qualche moto vengano rubate e, cosa ancora più preoccupante, accade che chi termina di lavorare di notte corra il rischio di subire una rapina a mano armata nell’approssimarsi alla propria auto parcheggiata. Questo rende piuttosto chiaro che gli ingressi dell’ospedale non sono controllati e che non esiste sicurezza alcuna. Chiunque può entrare a qualsiasi ora e dappertutto, ingenerando timore ai dipendenti che di notte, per necessità di servizio, devono muoversi nei corridoi deserti dell’ospedale”.