Cocaina, hashish e marijuana sul Gargano, in particolare a Vieste dove i carabinieri hanno stanato un imponente giro di spaccio con protagonisti eccellenti della malavita locale. È emerso un quadro impressionante visti i quantitativi di droga, il numero di spacciatori e di clienti, tra i quali molti minorenni. Lo stupefacente veniva spacciato in una modalità piuttosto bizzarra. Il cliente pagava e in un secondo momento andava a ritirare la droga dopo puntuale squillo telefonico. La cocaina veniva recuperata dietro i muretti, sotto le pietre, nei pressi dei guard rail e in altri posti dislocati a Vieste e dintorni.
Ma non è tutto. I clienti venivano addestrati dai propri pusher per evitare sorprese con le forze dell’ordine. In pratica acquistavano palline di coca per poi metterle in bocca ed inghiottirle in caso di controlli. “In un episodio abbiamo dovuto bloccare le mascelle a un cliente per evitare che inghiottisse la droga”, hanno spiegato i carabinieri nella conferenza stampa di stamattina.
Gli arrestati
Carcere per Matteo Coppola (classe 84), Francesco Pio Coppola (classe 89), Giovannantonio Grima (classe 83), Giuseppe Notarangelo (classe 92), Pasquale Notarangelo (classe 91) e Marco Zillo (classe 92). Domiciliari per Antonio Lanzone (classe 87), Giovanni Rotunno (classe 85), Mauro Veloce (classe 77), Vincenzo Vescera (classe 84), Felice Zillo (classe 82) e Matteo Lauriola (classe 91). Obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per Filomena Bramante (classe 91), Francesco Lavella (classe 88) e Giovanni Manicone (classe 82).
Fornitori della droga erano Pasquale e Giuseppe Notarangelo, rispettivamente cugino e nipote di Angelo “cintaridd” Notarangelo, ritenuto boss del clan omonimo e protagonista in processi di rilievo come “Medioevo” e “Tre Moschettieri”. L’altro fornitore era Vincenzo Vescera.
In particolare i due Notarangelo, oltre a spacciare autonomamente, approviggionavano Matteo Coppola che poi si avvaleva di pusher tra cui Francesco Pio Coppola, Grima e Rotunno. L’altro gruppo, facente capo a Vescera, comprendeva venditori al dettaglio come i due Zillo, Veloce, e Lauriola.
La base operativa
Il 90% degli incontri avvenivano in contrada Focareta, non lontano dal cimitero di Vieste e nell’entroterra. Un luogo dove la droga veniva ceduta ai pusher o direttamente ai clienti. Dentro un camion, i malviventi tagliavano la droga avendo massima cura nell’ottenere un prodotto di livello. Stando a intercettazioni ambientali è emerso che i grandi capi impartivano vere e proprie lezioni ai pusher affinchè tagliassero lo stupefacente alla perfezione. Oltre poi a dare dritte per farsi rispettare con i clienti.
I soldi
“Questo è uno buono, ci dà circa 80mila euro all’anno”. Questa è una delle intercettazioni nelle quali uno spacciatore parla di uno degli acquirenti indicandolo come uno di quelli da non farsi sfuggire. I numeri dell’operazione sono davvero notevoli. Circa 75 episodi di spaccio, 4500 cessioni di droga in 12 mesi (da febbraio 2013 a marzo 2014) e giro d’affari attorno ai 900mila euro. Nel corso delle indagini sono stati arrestati 11 soggetti in flagranza di reato per spaccio e detenzione di droga. Sequestrati 200 grammi di hashish, 100 di coca e 500 di marija. Nel corso dell’ultima operazione invece, sequestrati altri 65 grammi di marija a carico di Giovanni Rotunno e il libro mastro di Pasquale Notarangelo con annotati gli importi degli acquisti/cessioni di droga e 4520 euro in contanti.
Le parole in codice
Il linguaggio criptico è emerso dalle intercettazioni telefoniche. Per indicare la cocaina e intendersi sulle dosi o sui grammi da acquistare si parlava di “cacio ricotta”, “formaggio”, “pietre”, “lenzuola”, “bombola del gas” e “ricarica telefonica”. Per l’hashish si parlava di “caffè”, “ruota di scorta”, “giubbino”, “jeans” mentre per la marijuana le parole erano “birra”, “playstation”, “aperitivo”, “valigia” e “schedina”.



