Nubi sempre più scure sulle società in house pugliesi. Questa volta a preoccupare i sindacati è l’Asl di Lecce con la decisione di “esternalizzare” alcuni servizi. “Ormai abbiamo la certezza dello smantellamento delle Sanitaservice – commenta il coordinatore del sindacato Usb, Santo Mangia – dopo l’ennesima notifica da parte della tecno-struttura dell’assessorato al Welfare alla direzione generale della Asl di Lecce: viene imposta la messa in gara di tutti quei servizi non previsti dalle ‘Linee Guida’ e, tra questi, vi è un servizio che sta facendo risparmiare milioni di euro ai cittadini pugliesi (il servizio informatico) dando, tra l’altro, un servizio certamente migliore rispetto a quando lo stesso era gestito da un’azienda privata”.
Sarebbe questo il primo segnale del “passo indietro” rispetto al percorso iniziato nel lontano 2008 a Foggia. “Lo sviluppo a macchia di leopardo delle internalizzazioni – precisa Mangia – potrà favorire lo smantellamento di una realtà fondamentale per cittadini e lavoratori. Siamo preoccupati adesso per alcuni servizi, come le pulizie – comprese quelle del verde -, ed altri ritenuti non strumentali come il ‘data entry’ a Brindisi. Già immaginiamo la nuova battaglia sui costi, magari favorita da accordi politici, nella quale verranno sottolineati i costi eccessivi delle Sanitaservice, semplicemente perché, come nel caso delle pulizie, vengono prese come riferimento le condizioni indicate dal Consip (Centrale acquisti nazionale per la pubblica amministrazione, NdR)”.
Ciò che non si comprende ancora è la “volontà politica” del governatore Nichi Vendola, che ha sigillato l’operazione vincendo le elezioni del 2010. “Ormai nessun politico, a partire dal presidente Vendola – continua Mangia -, si può nascondere dietro norme che bloccavano le internalizzazioni: la verità è che il presidente e la sua giunta hanno approvato delle Linee Guida illegittime (e per chi sta facendo una buona battaglia in Parlamento e al Senato per salvare la nostra Costituzione è un fatto gravissimo) in quanto puggiano su norme che, ormai, non esistono più perché lo stesso Governo nazionale (Letta) ha cassato tutti quegli articoli della Spending Review che minacciavano le nostre società in house”. Prima di precisare: “L’ex assessore Elena Gentile prima di volare al parlamento europeo ci aveva assicurato del suo interessamento per cambiare le Linee Guida (proprio perché anche lei le riteneva illegittime), con il nuovo assessore abbiamo avuto un approccio non proprio ‘istituzionale’ e ci sta costringendo allo sciopero delle società in house pugliesi che terremo il 5 agosto. Se poi il presidente Vendola ha deciso di rimettere al loro posto quei tasselli che sono stati ‘sconvolti’ con la sua elezione (a partire dalle società in house) – conclude – ridando i servizi in mano ad affaristi politici (ma anche a malavitosi come accertato dalla stessa Magistratura pugliese) lo dica apertamente. Ce lo dica durante il presidio che faremo sotto la presidenza della Giunta…”.