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Home » AAA. cercasi acquirenti per il Don Uva. Imprenditori locali e nazionali pronti a mettere le mani sull’Ente

AAA. cercasi acquirenti per il Don Uva. Imprenditori locali e nazionali pronti a mettere le mani sull’Ente

Di Michele Iula
22 Febbraio 2018
in Sanità
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Il Don Uva potrebbe essere scorporato e venduto ad alcuni imprenditori della sanità privata. Proprio oggi, infatti, il commissario straordinario Bartolomeo Cozzoli ha comunicato che è stato pubblicato l’avviso per la cessione (o l’affitto) “di tutto o di parte del complesso aziendale e delle attività dell’Ente ecclesiastico Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza”. Si tratta, per la verità, di un “passaggio rituale dell’amministrazione straordinaria”, come ha precisato a l’Immediato il direttore amministrativo della struttura foggiana, Dario Rizzi. Ma da diversi anni, soprattutto intorno alle due strutture di Foggia e Bisceglie (la terza è Potenza), ronzano imprenditori locali, nazionali ed internazionali. Soltanto poco tempo fa, nei giorni in cui il Tribunale di Trani doveva decidere sull’istanza di fallimento a causa del debito monstre di quasi 500 milioni di euro, a farsi avanti fu Potito Salatto, proprietario di diverse cliniche in Capitanata. Prima di lui, ci avevano provato i big nazionali del settore, a cominciare dalla famiglia Angelucci, che con il gruppo San Raffaele ha già interessi in Puglia (una struttura anche a Troia, in provincia di Foggia).

Sull’asse Foggia-Bisceglie, ai tempi della direzione generale di Rizzi, è stato registrato l’interesse forte della Italian Hospital Group Spa, una società costituita nel 2001 per la gestione di strutture sanitarie. Nel 2002, infatti, ha rilevato dalla Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza la gestione dell’ ex Ospedale Psichiatrico “S. Maria Immacolata” – Opera Don Uva- di Guidonia, attivo dal 1955, subentrando nell’attuazione del Piano di riconversione dell’Ospedale (D.G.R. Lazio 2089/2000), inquadrato nella più ampia riforma e riorganizzazione dell’assistenza psichiatrica avviata dalla Legge 180/78 (Legge Basaglia). Per la sede di Potenza, invece, a farsi avanti fu Rodolfo De Benedetti attraverso la Santo Stefano. Quest’ultima, infatti, che ha un centro per anziani nelle Marche (116 posti letto) dal 2009, è stata acquistata attraverso la Holding Sanità e Servizi (Hss) e fino a quel momento era gestita dalla “Orpea”, uno dei big europei del settore.

L'avviso pubblicato sulla stampa internazionale
L’avviso pubblicato sulla stampa internazionale

“Nelle more della definizione del Programma di ristrutturazione (previsto dalle leggi “Prodi-bis” e “Marzano”) – si legge nella nota del commissario -, che andrà presentato al Ministero dello Sviluppo Economico entro il 18 settembre 2014, il Commissario Straordinario intende così procedere ad una prima valutazione dei soggetti interessati all’acquisto e/o alla locazione di tutto o parte del complesso aziendale e delle attività organizzate della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza. Tutti i soggetti interessati a presentare manifestazioni di interesse per il complesso aziendale o parte di esso dovranno indirizzare comunicazione scritta al commissario straordinario”. I tempi sono ristrettissimi, visto che bisognerà fare arrivare tutto entro il 25 agosto. “È praticamente impossibile formulare una proposta credibile con queste scadenze”, sottolinea Rizzi. Salvo il caso in cui non ci siano “trattative già intavolate”. A Foggia a prendere in mano la situazione è stato l’avvocato Carmine Battiante, entrato dapprima in sordina in via Lucera con una consulenza e poi divenuto fulcro imprescindibile nei rapporti con l’Asl di Foggia e la Regione Puglia. Proprio quest’ultima, con l’ex assessore Elena Gentile, aveva portato avanti l’idea di una gestione diretta delle strutture. L’ipotesi, tuttavia, sembra essere tramontata assieme alla possibilità di internalizzare tutto il personale delle cooperative (il vero costo pesante dell’Ente, rispetto ad una produttività insufficiente che addirittura si permette il “lusso”, soltanto a Foggia, di lasciare per strada circa 2 milioni per prestazioni sotto tetto).

“Bisognerà fare discorsi diversi per ogni singola struttura – afferma Rizzi a l’Immediato – considerando che la situazione a Foggia e Bisceglie è simile, mentre è migliore a Potenza, dove hanno intrapreso un percorso fruttuoso sin dal 1999 con il progetto per portatori di handicap. Da noi, invece, c’è sempre stato il peccato originale del mancato riconoscimento dell’ortofrenico da parte della Regione: abbiamo dovuto garantire un’alta capacità nella copertura medico-legale di pazienti particolari, in un regime che non veniva considerato nosologico (quindi pagato meno dalla Regione). Il commissario adesso sta facendo delle attività mirate, funzionali al percorso iniziato qualche tempo fa con l’Asl. In questo nuovo scenario, sarebbe ideale l’attivazione di nuovi posti letto per l’Hospice a Foggia, visto che ce ne sono soltanto 12 su un fabbisogno di 64, integrato soltanto con gli 8 di Torremaggiore. Servirebbe poi spingere molto sull’assistenza domiciliare, il vero passo da compiere in tempi brevi. Tutte cose che avrei voluto chiudere durante il mio mandato da direttore generale. Certo – conclude – sarebbe ‘divertente’ assistere ora ad un riconoscimento dell’aumento delle rette, dopo anni di battaglie inascoltate..”.

Tags: AngelucciBartolomeo CozzolibasilicataCarmine BattianteCasa della Divina ProvvidenzaDario RizziDon UvaElena GentileItalian Hospital Group SpaPugliaRodolfo De BenedettiSan RaffaeleSanto StefanoTosinvest
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