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Home » Scandalo tangenti, spunta una vecchia storia di debiti&favori. Biagini: “Zammarano mi doveva 100mila euro”

Scandalo tangenti, spunta una vecchia storia di debiti&favori. Biagini: “Zammarano mi doveva 100mila euro”

Di Francesco Pesante
22 Febbraio 2018
in Cronaca
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Vecchie storie dietro il polverone sulle tangenti al Comune di Foggia. L’ex dirigente Fernando Biagini non ci sta e ribatte alle accuse attraverso una memoria difensiva. Biagini tira fuori vicende molto lontane, risalenti agli inizi degli anni 90. “All’epoca ho ricevuto l’incarico da Lello Zammarano di progettare l’abitazione del medesimo – scrive -, con annesso capannone, lungo via Troia. All’incirca nel 1994 proposi a Lello Zammarano l’esecuzione di un fabbricato per civili abitazioni in via Lucera su di un suolo di proprietà del signor Francesco Dragoni di cui ero tecnico di fiducia. Nei primissimi anni 2000 rilasciai, divenuto nel frattempo dirigente del Comune di Foggia, a Lello Zammarano il permesso di costruire un fabbricato per civili abitazioni in Foggia ed in via Bari”.

L’ex dirigente poi ricorda: “Concordammo un compenso di centomila euro che non fu mai pagato. Nel 2011, quale dirigente del SUAP, esamino il progetto di Lello Zammarano relativo alla costruzione di un fabbricato per uffici e negozi da edificare in Foggia in piazza Padre pio: si tratta dell’edificio dove dovrebbero trasferirsi gli uffici giudiziari. Espressi un motivato parere sfavorevole e la pratica, durante una conferenza di servizio, venne sottratta alla competenza mia e del SUAP ed assegnata ad altro servizio comunale che rilascia il permesso a costruire ed approva il progetto della CO.IM. s.r.l. di Lello Zammarano. Nei mesi di settembre-ottobre 2013 il consigliere comunale Massimo Laccetti, mio amico, mi informa di essere stato contattato da Bruno Adriano il quale gli aveva chiesto un incontro tra me e Lello Zammarano. Mi chiese di favorirlo nella stipula del contratto di locazione per l’immobile di piazza Padre Pio ed in particolare di attestare la congruità del canone di locazione richiesto. Era l’occasione per riscuotere il compenso mai pagato anni prima!”

Poi Biagini conclude: “Il mio parere di congruità ha favorito sostanzialmente e concretamente Lello Zammarano (l’iniziativa è stata solo sua…) sia nella determinazione del prezzo e sia nel mancato rispetto della consistente riduzione imposta dall’art.3 comma 6 del D.L. nr.95/2012. La necessità di una forma privata di stipula era dovuta proprio a questo e cioè all’evidente interesse di Lello Zammarano”.

Tags: Coim Srlcomune di foggiaFernando BiaginiFoggiaLello ZammaranoTangenti
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