Quando tv e libri sono una cosa sola (e stanno bene insieme). La Rai si è fermata alla quarta stagione, Fox ne sta trasmettendo la sesta. Il “detective fra le righe” Richard Castle ha sempre fatto ottimi ascolti sulla rete generalista e continua a mietere successi anche sul satellite. Lo scrittore che collabora con la polizia di New York – anche se la serie è girata a Los Angeles – è anche uno dei pochi esempi di merchandising intelligente che parte dalla tv e arriva in libreria. Il personaggio Castle, che nella realtà non esiste, esce ormai regolarmente con i suoi libri polizieschi ispirati al suo personaggio preferito Nikki Heat – che poi corrisponde alla Kate Beckett del telefilm – che sono stati tradotti e pubblicati anche in Italia da Fazi Editore. “Castle” è un buon esempio del genere “pseudobiblion”, ovvero di opere di narrativa inesistenti spacciati per veri e firmati da autori che usano pseudonimi (come quello di Richard Castle, appunto). Sulla quarta di copertina dei libri dello scrittore-poliziotto compare, infatti, la foto dell’attore Nathan Fillion che, stando almeno alla biografia ufficiale, non ha mai pubblicato nulla. Fox Life, “Castle”.
Un Gattopardo per gli amanti della fiction. Aveva promesso rivelazioni shock quando è stato pubblicato il primo video sul sito web del Corriere della Sera. Ed era stata annunciata come una fiction che avrebbe scosso l’intero mondo politico e televisivo. E invece, di rivelazioni nemmeno l’ombra. Niente. Però Alan Friedman è bravo e piace, così alla fine il suo “Ammazziamo il Gattopardo – il gioco del potere” è finito su La7 in seconda serata. E promette di andare molto oltre il progetto iniziale che – ricordiamolo – serviva principalmente a lanciare il libro omonimo. Fa niente che lo stesso Quirinale abbia demolito le teorie del complotto al governo Berlusconi che venne disarcionato dall’arrivo di Mario Monti. Ciò che conta in questi casi è l’idea ormai è passata: ossia che “qualcosa” di poco chiaro sia comunque accaduto. Il che basta ad alimentare la vena anche del giornalista meno attrezzato. E il programma non è partito neanche malissimo, con uno share di oltre due punti e una media di trecentomila telespettatori. Il buon vecchio Alan “Ollio” Friedman ha colpito ancora. La7, “Ammazziamo il Gattopardo”.
La sfida notturna di Canale5. Non è che Luca Telese ne abbia azzeccati molti di programmi. E alla fine ha ereditato il timone di quella che era conosciuta solo come la copia scialba di “Porta a Porta”. Un programma di informazione di stampo classico che andava in onda sulla prima rete generalista della tv commerciale di Berlusconi. Una missione difficile. Eppure, piano piano, pur non facendo ascolti sorprendenti, Telese ha rimesso in piedi la trasmissione che fu di Mentana, poi sostituito da Alessio Vinci, che prendeva in palinsesto il posto che fu del “Maurizio Costanzo Show”. Certo, “Matrix” va in onda praticamente a notte fonda, e quindi il suo share è buono (oltre il 10%), però va riconosciuto il fatto che il suo protrarsi in onda anche in pieno luglio è una sfida al concetto storico per il quale un certo tipo di tv – quella dell’approfondimento, per capirci – va in vacanza durante l’estate. Un concetto già ampiamente messo in discussione da La7 che ormai propina talk show dalla mattina alla sera col rischio, forse, di inflazionare il già inflazionato tipo di format che gira e rigira è sempre uguale. Canale5, “Matrix”.
14pollici. La serie tv “Masters of Sex” è prodotta da Showtime, che è un canale tv a pagamento di proprietà della Cbs, il colosso privato dei network tv Usa. Showtime trasmette su 8 canali tematici: “Sho” è la rete ammiraglia per i grandi film ed eventi, “Sho2” per le serie tv, “Sho3” per le prime visioni, “Sho Beyond” per i film di fantascienza e d’orrore, “Sho Extreme” per azione e thriller, “Sho Family Zone” per le famiglie, “Sho Next” per i giovani e “Sho Women” per le donne. L’alterego italiano di questo sistema sarebbe Mediaset e i suoi canali “Premium”. Ogni commento è superfluo.