“Senza l’azione congiunta dell’ispettorato repressione frodi (Icqrf) Sardegna e della guardia di Finanza oggi molti agricoltori avrebbero adoperato la matrina, causando sicuramente gravi danni alla salute”. Lo segnala il consigliere e segretario dell’Ordine nazionale dei biologi Luciano Atzori a proposito dell’operazione “Mela Stregata” che nei giorni scorsi ha portato al sequestro in Sardegna e in Puglia di oltre 65 tonnellate di prodotti spacciati per fertilizzanti, ma in realtà contenenti matrina, un alcaloide molto diffuso in Cina e India. Questa sostanza si estrae da una leguminosa, la Sophora Falvescens, coltivata in Oriente, e funzione come pesticida, senza alcun potere concimante. “Per ingannare gli agricoltori spesso i prodotti illegali a base di matrina vengono etichettati e immessi sul mercato, oltre che come fertilizzanti organici (con l’indicazione di ‘estratti di origine vegetale’) anche come preparazioni biodinamiche o come ‘corroboranti e/o potenziatori della resistenza delle piante'”, spiega Atzori, ma gli effetti della matrina possono essere devastanti, essendo questa sostanza un fitofarmaco con effetto neurotossica che può avvelenare e provocare la morte per blocco della respirazione. Oltre a quest’eventualità – spiega il biologo – i composti neurotossici possono determinare fenomeni di bioaccumulo nei tessuti grassi, con possibili fenomeni di tossicità cronica.
Nel giugno scorso Icqrf e fiamme gialle, dopo una prima segnalazione della Federbio, l’associazione italiana che riunisce agricoltori biologici e biodinamici, avevano sequestrato oltre 10mila chili di prodotti nocivi stoccati a Decimomannu (Cagliari) e denunciato il responsabile del magazzino. Le 65 tonnellate sequestrate fra Puglia e Sardegna, se immesse sul mercato, avrebbero fruttato 3,5 milioni di euro. “Sempre più persone si avvicinano ai prodotti bio o naturali senza però conoscerli davvero”, osserva Atzori.
“Anche gli agricoltori spesso, in quanto non adeguatamente formati, cadono nella trappola di avidi e poco onesti commercianti, i quali gli propinano prodotti ‘naturali’ (cioè non di sintesi) che frequentemente hanno effetti nocivi per l’ambiente, per l’uomo e per gli animali”. La matrina, per esempio, è una sostanza naturale, ma non commercializzabile nei paesi dell’Ue in quanto neurotossica – spiega il biologo – quanto i più pericolosi e dannosi fitofarmaci quali i carbammati, i fosforganici e i cloroderivati come il Ddt”. Ma nonostante episodi come quello scoperto dalla Guardia di finanza – segnala il consigliere dell’Ordine dei biologi – l’italia risulta essere uno degli Stati Ue con minor presenza di residui tossici nei prodotti orto-frutticoli.