Una targa per ricordare Nunzio Sarcina, per oltre 30 anni protagonista degli Ospedali Riuniti di Foggia come segretario generale. Il commissario straordinario, Tommaso Moretti, lo ha ricordato come esempio da seguire, come una personalità nel mondo della sanità di quel periodo. “Nunzio Sarcina per 30 anni ha svolto un ruolo di primo piano presso questa Azienda – ha dichiarato il Moretti -. Era il periodo in cui bisognava costruire un nuovo ospedale, perché il vecchio ospedale di via Arpi era fatiscente e inadeguato per una città capoluogo di provincia. Abbiamo avuto 2 uomini valorosi: l’ingegner Luigi Turtur e Nunzio Sarcina. Turtur era il Presidente dell’Azienda e Sarcina il segretario generale. Si misero a lavorare insieme seriamente e hanno prodotto l’ospedale che oggi noi conosciamo. Credo che proprio nel momento in cui stiamo cercando di migliorare la situazione dell’ospedale adeguandolo alle norme di sicurezza, alle norme antisismiche, dei Vigili del Fuoco, intervenute successivamente, bisogna ricordare a maggior ragione quegli uomini che in tale periodo ebbero il coraggio di voltare pagina, mirando a creare una situazione tutta nuova, che potesse rappresentare la sanità del futuro a Foggia. Io credo che noi stiamo continuando quell’opera. Quel primo passo fu importante. Oggi stiamo vivendo un momento difficile, nel senso che questa opera di cambiamento è coincisa con una situazione negativa dal punto di vista dei finanziamenti e dal punto di vista dei miglioramenti degli organici”. È questa l’occasione per segnare la distanza della situazione attuale rispetto all’epoca dei “pionieri” dell’azienda. “Sono quattro anni che la Regione Puglia è sotto assedio da parte del Governo nazionale sia per le politiche di provvista del personale e per l’acquisto di tecnologie e per lavori straordinari – continua Moretti -. Tutto è contingentato. Oggi si opera veramente con affanno. Questa situazione crea anche dissapori e nervosismo all’interno dell’Azienda mentre si ha bisogno di unità e coesione per superare le avversità del momento. Tuttavia, questa è la realtà di oggi. Noi continuiamo a perorare continuamente presso la Regione Puglia le ragioni della conclusione del plesso dove abbiamo costruito ben 8 sale operatorie, avanziamo proposte di nuovi organici, richiediamo da tempo consistenti deroghe per le assunzioni, ma incontriamo
resistenze dovute non tanto alle politiche della Regione quanto alla difficoltà di una situazione che oramai è all’attenzione del Governo e dei Ministeri competenti, cioè Sanità e Tesoro e che probabilmente, ci auguriamo, sarà risolta con incontri tematici tra Stato e Regione. Abbiamo bisogno di immettere nella nostra organizzazione figure importanti come anestesisti, medici del Pronto Soccorso, specialisti ortopedici, medici trasfusionisti, oncologi, radiologi, infermieri, tecnici Rx. Abbiamo presentato un elenco alla Regione Puglia con la richiesta di assunzione di 155 posti tra medici e paramedici che servirebbero quanto prima”.
Durante la cerimonia di consegna della targa è intervenuto anche Nicola Cardinale, ex direttore generale degli OO.RR.: “Ho conosciuto il dottor Sarcina oltre 40 anni fa, nel 1973-74. Allora io ero il Capo Ripartizione del Personale dell’Ospedale di Cerignola. Sarcina mi volle fortissimamente agli Ospedali Riuniti di Foggia e presi servizio agli OO.RR come Capo Ripartizione del Personale nel 1978. Ho avuto modo di conoscerlo sia sotto il profilo personale che sotto il profilo professionale. Era difficile scindere Sarcina dall’Ospedale perché, insieme a Turtur, ‘erano l’Ospedale’. E lo vollero grande non solo nella struttura, ma anche nelle professionalità, cercando e acquisendo grandi professionisti in tutte le specialità. In accordo con l’assessorato alla Sanità dell’epoca (professor Fantasia) – ha concluso – entrambi riuscirono a disporre ed utilizzare somme destinate all’emergenza per fronteggiare i danni sanitari prodotti da una nube di arsenico nei dintorni della città di Foggia per trasferire in una sola notte l’ospedale dalla vecchia sede ormai fatiscente di via Arpi alla nuova degli Ospedali Riuniti”.