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Home » C’era una volta l’ente Provincia, oggi una specie di “mostriciattolo”. A settembre si vota con un sistema cervellotico

C’era una volta l’ente Provincia, oggi una specie di “mostriciattolo”. A settembre si vota con un sistema cervellotico

Di Paola Lucino
22 Febbraio 2018
in Politica
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C’è un’elezione per la Provincia il 28 settembre, un’unica data per l’ente intermedio semiscomparso con la riforma Delrio. Che non lo sappiano gli elettori tradizionali è ovvio, loro non saranno chiamati alle urne. Il presidente se lo eleggono tra loro i consiglieri comunali della Capitanata e i sindaci, purché abbiano davanti un mandato superiore a 18 mesi. In base a un emendamento dei primi di luglio sono eleggibili- ma non elettori- i consiglieri provinciali uscenti e i presidenti. Il punto è che questa riforma è conosciuta  per sommi capi anche da molti consiglieri, anzi, alcuni non ne trovano il senso, quasi fosse faccenda “lunare” che, pure,  tra qualche mese sarà sul tappeto. 

Rocco Ruo
Rocco Ruo

Il voto è “ponderato” e i Comuni divisi in 9 fasce demografiche. Se sei un consigliere foggiano conti il doppio di uno di Cerignola e 25 volte di più di un rappresentante di un piccolo comune. Un sistema cervellotico che già blocca qualunque interesse partecipativo. Rocco Ruo, assessore provinciale uscente, consigliere comunale- e assessore in paese con meno di 5mila abitanti- di Carpino, risponde con sufficienza: “Renzi?  Fesserie. Ha tolto la rappresentanza agli elettori e si va avanti coi commissari che fanno, in genere, quello che vogliono. Avesse abolito le Regioni, loro spendono e spandono, loro hanno le indennità di carica” . E sui recenti risvolti della questione provincia: “Avevano parlato di abolizione,  noi questa storia  l’ avevamo messa alle spalle”. 

Ora si torna sul tema anche perché i piccoli territori, per avere rappresentanza, dovranno fare sistema stando attenti a non frammentare le scelte, il rischio è restare fuori dai giochi: “Sul Gargano non abbiamo mai fatto sintesi, io me lo auguro”. 

Paolo La Torre con Lucio Tarquinio
Paolo La Torre con Lucio Tarquinio

Paolo La Torre consigliere provinciale uscente di Fi: “Ma il presidente avrà competenza ridotte, è presidente di Area Vasta, non più della Provincia”. Cioè: chilometri e chilometri di strade non le può mica gestire la Regione. La rete dei trasporti non la può mica gestire la Regione, sarebbe troppo. Siccome non sono nemmeno competenze comunali ecco l’appellativo “Area Vasta”,  di tutto di più. Questi consiglieri provinciali dovranno votare un bilancio “previo parere della conferenza dei sindaci” e salvo cambiamenti dell’ultima ora,  mettersi d’accordo sulle priorità, scegliere se rifare la strada provinciale a nord o a sud. Non sembra facilissimo. Ci sarà una maggioranza politica o no? Un consigliere che deve scendere dal Gargano o dal subappenino, esattamente, cosa viene a fare in consiglio provinciale? 

Stando agli assetti attuali le forze di centrodestra potrebbero essere prevalenti nella prossima assise, con Franco Landella favorito per la presidenza  se si considera che Orta Nova è un’amministrazione di centrodestra, Apricena pure, tanti centri del Gargano hanno lo stesso colore politico.  Manfredonia e Cerignola votano l’anno prossimo, quindi i loro sindaci non sono candidabili, San Severo e Lucera hanno primi cittadini rappresenti da liste civiche. Argomenti che lasciano il tempo che trovano in una situazioni di limbo. Paolo Agostinacchio definisce quella della Provincia una “riforma all’italiana senza il coraggio delle scelte. O si manteneva, in un’ottica di sussidiarietà, o diventa uno strano mostriciattolo come il Senato. Si è fatto di tutto per impoverire un ente intermedio creando un centralismo regionale clone di quello statale”. Agostinacchio pensa a una  “conferenza degli enti locali, i sindaci si riuniscono e programmano, altro che questo compromesso”. Sul ruolo politico che il presidente della provincia potrebbe avere è molto scettico: “Dipende sempre dagli uomini, potrebbe trattarsi di persone che ambiscono a posizioni di prestigio, un trampolino di lancio per impegni elettorali futuri. Ma è solo gestione senza progetto”.

Tags: Antonio Pepematteo renziProvincia di FoggiaRiforma DelrioRocco Ruo
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