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Home » Assunzioni sospette alla De Piccolellis, chiesto il commissariamento. Tulino: “Entro luglio faremo chiarezza”

Assunzioni sospette alla De Piccolellis, chiesto il commissariamento. Tulino: “Entro luglio faremo chiarezza”

Di Michele Iula
22 Febbraio 2018
in Home, Inchieste
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L’ingresso della Asp

Le accuse sul “tengo famiglia” alla De Piccolellis potrebbero essere terminate. Nel peggiore dei modi per la struttura di Viale degli Aviatori. Le voci sulle liaison tra manager e dipendenti, e sui paventati favoritismi per l’assunzione di determinate persone,  infatti, il 25 giugno scorso si sono infrante contro il muro del commissariamento. La nota della Regione Puglia (area Politiche per la promozione della salute), indirizzata alla Asp De Piccolellis – azienda pubblica a tutti gli effetti, per cui le assunzioni devono esser fatte secondo i criteri del concorso – è una mazzata che difficilmente verrà digerita dal presidente, l’avvocato Antonio Tulino. Dopo una recente ispezione, i funzionari della Regione hanno rilevato la “confliggenza con le vigenti disposizioni in materia di assunzioni nella Pubblica amministrazione delle delibere commissariali numero 41 e 42 entrambe del 2009”. Del resto l’ufficio regionale – così come la nostra redazione – aveva più volte chiesto “chiarimenti” sulle assunzioni, ma Tulino ha sempre confermato la “regolarità delle procedure”, senza mostrare mai le carte. Per questo da Bari, visto che “ad oggi alcun chiarimento ovvero giustificazione è pervenuta”, hanno comunicato l’”avvio delle procedure di commissariamento” della Asp foggiana che si occupa della “cura, tutela e valorizzazione delle persone minorenni ed anziane, autosufficienti e non”. La fondazione Marchese Filippo de Piccolellis nasce come Ipab (Istituto pubblico di assistenza e beneficenza) prima di essere trasformata in Asp a gennaio del 2008. Da questo momento in poi, secondo la norma, al personale “si applicano le disposizioni del decreto legislativo numero 165 del 2001 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) e la legge regionale numero 15 del 2004 (e successive modifiche)”. Detto in altri termini: devono essere assicurate “idonee procedure selettive e di pubblicazione” secondo le norme del pubblico impiego. Qualcuno, però, sarebbe entrato nell’azienda con un contratto a tempo determinato, prima di essere stabilizzato dopo alcuni anni senza nessuna procedura concorsuale.

I CASI CONTROVERSI

Il documento della Regione Puglia
Il documento della Regione Puglia

In pianta organica da qualche tempo c’è Maria de Leo. Assunta il 15 dicembre del 2008 come addetta amministrativa dell’Ipab, con contratto a tempo determinato, fino al 2 novembre 2009. Dal giorno successivo, il rapporto diviene a tempo indeterminato, con qualifica di segretario-istruttore Asp, qualifica che conserva tutt’oggi. “Tale assunzione – ci viene riferito da fonti vicine all’azienda –  avviene senza aver proceduto ad una pubblica selezione, in quanto non è stato mai scritto, né tantomeno pubblicizzato, il bando di selezione, come stabilito da legge riguardo alle assunzioni di dipendenti di pubbliche amministrazioni citata sopra. Se si fosse proceduto alla pubblicazione del bando e alla dovuta e doverosa pubblicizzazione, si sarebbero potuti trovare documenti, atti e graduatorie concorsuali che ne verifichino l’iter, la presenza o meno di altri concorrenti e le relative modalità di valutazione dei titoli. Tali documenti risultano, invece, inesistenti”. L’Immediato ha richiesto più volte la documentazione al presidente Tulino, senza alcun risultato. Per di più, la de Leo sarebbe stata selezionata da una società internale (la Gi Group): “Dov’è il bando di selezione? – riferiscono le fonti – Per di più, tali passaggi fanno sì che la dottoressa possa richiedere oggi, per esperienza acquisita nell’Asp, di essere iscritta all’Albo regionale dei direttori generali delle Aziende di servizi alla persona”. Poi ci sarebbe il caso della “compagna” del presidente, la dottoressa Anna Rita Lepore. “Nonostante una laurea che non ha nessuna attinenza con i servizi dell’Asp, nonostante la pianta organica bloccata – perché allora non era stato ancora  nominato il Consiglio di amministrazione -, viene assunta per un anno (a tempo determinato) dalla srl Servizi De Piccolellis e, successivamente, nel giugno 2012, a tempo indeterminato nell’Asp. Quest’assunzione – ci viene spiegato – avviene ovviamente, dati i presupposti di cui sopra, senza un regolare bando o avviso pubblico. Inoltre è ancora più grave della precedente per la totale mancanza di carte e di comunicazioni! Come si giustifica? E soprattutto chi la giustifica? Quali competenze particolari hanno fatto sì che la dottoressa non avesse ‘necessità’ di passare per un normale iter concorsuale per ottenere un posto a tempo indeterminato in un’Azienda pubblica?”. A chiudere il cerchio il contratto considerato “sovradimensionato” per la consulenza del giornalista Roberto Zarriello.

LA REAZIONE

Antonio-Tulino-presidente-Fondazione-De-Piccolellis-4
Antonio Tulino

“Non è un commissariamento, è un altro iter…”, dichiara Tulino. “Si tratta di un iter amministrativo per il quale ci viene chiesto un parere: è una cosa interna. Immaginavo ci potesse essere un equivoco”. Certo, nel documento si parla espressamente di assunzioni sulle quali non è stata mai fatta piena luce. “Sono assunzioni vecchie che riguardano il primo personale, quando abbiamo fatto il passaggio da Ipab ad Asp. Tra gli assunti c’erano la dottoressa de Leo e Scelsi, il custode. La questione non riguarda la dottoressa Lepore. Nel dubbio ci è stato chiesto questo parere, e noi lo forniremo entro il mese di luglio. Ecco perché non ci sarà nessun commissario.  

 

 

 

 

 

 

Tags: Anna Rita LeporeAntonio TulinoAspDe PiccolellisFoggiaGi GroupMaria de Leoregione pugliaSanità
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