
Prima che le luminarie del 15 d’agosto infiocchettino la città come non hanno mai fatto prima – la volontà del sindaco sarebbe quella di dare massimo risalto alla festa patronale – la giunta sarà ovviamente ultimata in tutte le sue caselle. Il paradosso, che salva l’iniziativa in programma, per dire che entro questa settimana potremmo avere la fumata bianca sul nuovo esecutivo. I nomi, centellinati dal solito “non ci sono o non saprei”, li ripetiamo tanto per non perdere il filo nelle more della sua costituzione. Tre assessori a Fi (Gabriella Grilli, sicuramente, e due consiglieri con più anzianità tra i banchi del consiglio), tre anche al Ncd per 5 eletti, forse, con l’ipotesi di un esterno, Raffaele Di Mauro, non si sa ancora per quale assessorato.

Il punto è che il segretario Di Giuseppe vorrebbe far scorrere il più possibile gli eletti, da impiegare in giunta, per dare spazio in consiglio a Francesco D’Emilio e Antonio Cristantielli dato che questo ruolo l’hanno già ricoperto. Una presenza autorevole in consiglio, non solo nella squadra di assessori, è quello che la seconda forza della coalizione sta cercando di ottenere. Per questo l’ipotesi Di Mauro, presidente del circolo ‘Innovatori, potrebbe andare bene in sostituzione di qualcuno fra i primi eletti, altrimenti sarebbe un ostacolo ulteriore. Sergio Cangelli al bilancio, in quota al sindaco, è ipotesi che finora non è stata né smentita né confermata.
Previsto un viaggio di Franco Landella a Roma per incontrare, probabilmente, il senator
e Lucio Tarquinio e sbrogliare la matassa delle cosiddette “forze minori”, cioè Puglia prima di tutto, La Destra e Fratelli d’Italia. In un confronto con l’on. Antonio Leone del Ncd. Riusciranno le audizioni romane a ricreare l’armonia tra chi verrebbe escluso dai posti, chi ne vuole tre su nove ma poi ci sono 4 donne e altre forze che pretendono un riconoscimento del lavoro svolto?
L’idea che muove gli incontri (tra partiti reciprocamente e con il sindaco in riunioni separate per accelerare i tempi) si riassume così: la Ppdt è espressione di Fitto, dunque di Fi, la Destra alle europee è stata col partito di Silvio Berlusconi, quindi l’area è la stessa, l’unica rivendicazione di identità accettabile è quella di Fdi che avrà quasi sicuramente un assessorato da assegnare a Jenny Moffa, prima dei non eletti. Con Gabriella Grilli ed Erminia Roberto è la terza quota rosa, si sta cercando la quarta.
A Roma si potrebbe discutere di come far quadrare il cerchio delle nomine nella consap
evolezza che, prima o poi, un nuovo tagliando per la giunta dovrà essere fatto, dunque, anche se al momento le designazioni non dovessero riflettere perfettamente il rapporto di forze, ci può essere sempre una fase due. Del resto nessuna amministrazione in questi anni ha mantenuto la stessa giunta, dai Ciliberti 4 ai Mongelli 5, più o meno.
La Puglia prima di tutto in consiglio comunale è rappresentata da Lucio Ventura, primo dei non eletti in Regione. La Destra ha su Foggia la sua tradizione rappresentata da Paolo Agostinacchio e da Bruno Longo che però, ultimamente, si sta sganciando da quell’alveo per guardare alla nuova avventura di Gianfranco Fini. Un passo che può aver creato qualche dissapore all’interno della storica unione a destra. Quale di queste due forze potrebbero essere sacrificate in termini di poltrone? Anche se in queste ore si va predicando fedeltà alla coalizione, e nessuno sembra in effetti interessato alla rottura del quadro politico, un problema di quadratura del cerchio esiste, anche perché la lista del sindaco Destinazione comune ha raggiunto un risultato ragguardevole.