Le analisi private commissionate e finanziate dai residenti del Salice dopo l’incendio e la nube tossica della discarica abusiva di Via Castelluccio a Foggia hanno rassicurato la comunità. A confermarlo l’eletto Vincenzo Rizzi e l’attivista Francesco Paolo Gentile insieme ad Angelica Colucci di Masseria Sant’Agapito, che hanno tenuto un incontro in vece di Francesca Trisciuoglio e Nicola Scorretta, che avevano dato il via alla mobilitazione alla fine di giugno. Le analisi sul terreno, nell’acqua, nelle piante e sulle infiorescenze degli olivi fortunatamente hanno evidenziato dati sotto soglia per i metalli pesanti e la diossina. Le condizioni climatiche e il vento hanno diradato i fumi inquinanti che hanno danneggiato ortaggi e grano. I campionamenti delle acque dei pozzi hanno dato esito negativo. Resta però ancora il sito.
“I composti che si sono determinati con la combustione vanno in falda, servirebbe una maggiore velocità degli organi inquirenti”, rimarca Rizzi. La discarica che sorgeva sotto le serre una volta florovivaistiche non è stata ancora messa in sicurezza, manca una opera di bonifica. Dappertutto sul territorio crescono micro discariche abusive, il fenomeno non è sotto controllo. Aumentano anche gli spargimenti di fanghi sui suoli agricoli. “Facciamo appello ai proprietari terrieri affinché siano più attenti, sono loro le sentinelle del territorio. Decine di micro discariche inquinano i terreni demaniali al Salice, sotto i ponti, lungo la tangenziale. Basterebbe porre delle telecamere”, è l’allerta.
