Il partito democratico di Biccari e il gruppo consiliare “Biccari Riparte” esprimono la loro ferma condanna e la piena solidarietà al segretario cittadino e consigliere comunale Antonio Fiorella per l’aggressione subita nella tarda serata di martedì. “L’aggressione – spiegano in una nota -, accompagnata da insulti, calci e pugni, è avvenuta in piazza Matteotti, davanti a numerosi testimoni. É inaccettabile che un consigliere comunale, ma prima ancora un cittadino, non sia libero di esprimere la propria opinione, né di svolgere il proprio mandato amministrativo, se non con il rischio di essere insultato o addirittura aggredito, al punto da ricorrere alle cure del Pronto soccorso. Nella speranza che l’incredibile e vile gesto venga isolato e unanimemente condannato, si rinnova l’auspicio che le autorità competenti intervengano per garantire a tutti la possibilità di esercitare i propri diritti e le proprie funzioni, in piena libertà e senza la paura di essere perseguitati”.

Ferma condanna anche del sottosegretario Ivan Scalfarotto: “Apprendo con sconcerto della inaccettabile aggressione subita da Antonio Fiorella. L’uso della violenza, sempre inammissibile, è particolarmente aberrante quando sia collegato alle idee liberamente espresse da una persona nell’esercizio delle funzioni pubbliche che la comunità gli ha assegnato. La contesa politica non può mai degenerare in odio, tantomeno in violenza fisica. Bene ha fatto la vittima, quindi, a sporgere regolare denuncia alle forze dell’ordine nei confronti dell’energumeno. Mi auguro che la condotta di costui sia severamente sanzionata. A Fiorella e alla sua famiglia va la mia affettuosa solidarietà”.
Ad intervenire, anche il segretario provinciale del Pd: “L’Intera comunità del Partito Democratico di Capitanata esprime solidarietà e vicinanza ad Antonio Fiorella, segretario del Circolo del PD di Biccari e consigliere comunale, vittima di una vile aggressione ad opera di chi ha scelto la violenza per contrastare la forza delle idee. Nel caso specifico si conosce perfettamente l’identità dell’aggressore e, ferme restando le responsabilità penali e civili che discendono dal suo agire – conclude -, mi auguro che la comunità biccarese sappia e voglia reagire con la sua emarginazione dalla vita pubblica”.