Berlinguer, il tributo della tv. Mai parlar male del Veltroni cinefilo, per carità. Ancor più nella sua veste di regista, e di più ancora se regista/autore di un documentario su Enrico Berlinguer. Il suo “Quando c’era Berlinguer” ha determinato un record di ascolti per Sky, nella categoria “documentari”: il più visto di sempre, con oltre duecento mila spettatori medi, e oltre seicento mila contatti. E quindi guai a parlarne male. Del resto il documentario è suggestivo sin dalle prime battute: c’è la ricostruzione di piazza San Giovanni dopo il funerale del 13 giugno 1984, con i tanti fogli dell’Unità sparsi ovunque, e poi una significativa quanto imbarazzante carrellata di interviste a giovani che purtroppo dimostrano spesso di non avere la minima idea di chi sia Berlinguer. Il resto è un viaggio tra citazioni e interviste più o meno già sentite. La verità è che il vero spettacolo televisivo è ancora nelle immagini straordinarie girate dalla Rai in quei giorni – che Veltroni in parte ripropone – dal malore durante l’ultimo comizio, alla settimana di agonia in ospedale a Padova, al funerale e alla commozione di milioni di italiani che hanno seguito l’evento come un grandissimo fatto pubblico. Chi ha avuto la possibilità di rivedere l’ultimo saluto della folla di piazza San Giovanni – la Camera dei deputati lo ha ritrasmesso integralmente nei giorni della commemorazione sul suo canale satellitare e sulla webtv – ha potuto rivivere la telecronaca emozionata ed emozionante di Bruno Vespa e gli interventi, tra gli altri, di Nilde Iotti e Gian Carlo Pajetta. Un racconto televisivo ancora oggi struggente e carico di emozione. Sky Cinema, Sky Arte, “Quando c’era Berlinguer”.
Il male raccontato dal punto di vista del male. Questo è il refrain con cui spesso si risponde alle critiche alla serie tv “Gomorra”. Ora, che i contenuti di questa fiction siano violenti e che, anche non volendo, si tenda a “mitizzare” alcuni personaggi che sono e restano negativi è fuori da ogni dubbio. Però, che oltre seicento mila spettatori – il doppio che seguì “Romanzo Criminale” – finiranno per delinquere a causa del “cattivo esempio”, beh, ovviamente è una scemenza. Sul tema della “tv cattiva maestra” si è detto e scritto di tutto. Il punto è che questa grande produzione – Sky, con Cattleya, Fandango, La7 e Betafilm – ha messo in piedi un prodotto che sta per essere esportato anche all’estero. Un prodotto che, peraltro, racconta cose che in Campania avvengono davvero. Dunque, inutile gridare allo scandalo. La tv, è la tv. Sky Atlantic, “Gomorra”.
La dolce estate di Myrta Merlino. La7 gioca sempre con arguzia sul tema degli ascolti. Così, in vista dell’estate, rigioca la carta del talk-show proprio mentre la corazzata Rai – tra “Porta a Porta” e “Ballarò” – si appresta ad ammainare le vele. E quindi parte con qualche vantaggio il lavoro di Myrta Merlino che conduce il solito dibattito politico – mediamente con le facce di sempre – a caccia di ascolti più o meno facili e spostandosi nel palinsesto dalla mattina alla sera. Non è un caso che la scorsa settimana abbia raggranellato un ragguardevole 4,67% con oltre un milione di telespettatori. La Merlino è agile e preparata, e il fatto che sia donna suona ovviamente come una innovazione nel “machissimo” (!) settore dell’informazione politica della tv italiana. Inutile dibattere più di tanto sugli ospiti: la vulgata sostiene che vanno in tv sempre gli stessi “perché funzionano”. Se sia davvero così ovviamente nessuno può dimostrarlo scientificamente. Indubbiamente la “familiarità” ha il suo peso e il pubblico cerca normalmente volti conosciuti, ancorché graditi (o sgraditi). In Rai si sente spesso parlare di dati auditel che dimostrerebbero la scarsa efficacia di personaggi che, per questo motivo, non vengono invitati nei talk perché farebbero calare gli ascolti. Peccato che nessuno parli dell’eventuale efficacia dei conduttori: della svolta “rock” di Gianluigi Paragone con “La Gabbia”, ad esempio, non si parla molto perché gli studiosi stanno ancora cercando di capire se si tratti davvero di un programma tv, o se si tratti di una sorta di auto-terapia. Ma di questo parleremo prossimamente. La7, “L’aria che tira – Stasera”.