Foggia è la migliore università della Puglia. A determinarlo, l’ultima classifica del Sole24Ore, che piazza l’ateneo foggiano al 35° (su 61 università), di gran lunga prima dell’università di Bari (posizione 57), del Politecnico (47) e dell’università di Lecce (48). I dati, in buona sostanza, fanno riferimento al biennio 2011-2012, lo stesso periodo in cui l’ex rettore Giuliano Volpe inveiva contro gli articoli di Gianni Trovati, il quale, secondo l’archeologo di Terlizzi, “sistematicamente” forniva “un’immagine negativa” dell’Unifg. Questa volta, il quadro è decisamente mutato. Nonostante la persistente spaccatura della classifica generale tra le università del Nord (sempre nelle prime posizioni) e quelle del Sud, Foggia è in controtendenza. Nell’estate del 2012, Volpe attaccava il quotidiano di Confindustria perché, “ingiustamente”, aveva relegato Foggia al 51° posto. Uno smacco. “Da allora, siamo cresciuti costantemente – spiega Volpe a l’Immediato -, ora il livello è il più alto di sempre. Un aspetto fondamentale è stato il miglioramento delle strutture, dove abbiamo fatto salti mortali. Adesso, invece – aggiunge con una vena polemica -, si pensa a non voler più puntare sulla Caserma Miale, l’elemento che potrebbe portare Foggia ad incrementare ulteriormente la propria posizione. Una cosa è certa: nel 2008 eravamo l’università che spiccava sempre sulle prime pagine dei giornali per la ‘parentopoli’, adesso siamo il migliore ateneo della Puglia”. Adesso, il nuovo rettore Maurizio Ricci dovrà cercare di non disperdere l’ottimo risultato raggiunto in questi anni.
Punti di forza
Sicuramente, l’Unifg è un’università per tutti. Non è un caso che, negli ultimi anni, sia stato sempre fortemente sottolineato un aspetto peculiare: la gran parte dei laureati provengono da famiglie con genitori non laureati. La “scalata” sociale è stata possibile anche grazie alla gestione delle borse di studio. Su questo punto, Foggia becca il massimo, con 100 punti ed un valore del 100 per 100 di efficacia nel rapporto tra “percettori di borse di studio e totale degli studenti idonei”. Così, l’Unifg, in questo indicatore particolare, si piazza al quinto posto in Italia.
Stesso risultato per l’efficacia degli stage: i crediti acquisiti dagli studenti hanno determinato un punteggio di 93 (su 100) ed un valore di 6,8, particolarmente alto se si pensa che la prima d’Italia, Piemonte Orientale, si attesta a 8,8. In via Gramsci, inoltre, sono particolarmente abili ad “attrarre fondi esterni per finanziare le attività di ricerca” (14° in Italia). Questo fattore si lega indissolubilmente ad un altro parametro nel quale l’Unifg esce particolarmente bene tra gli atenei meridionali: quello dei “giudizi ottenuti dai prodotti di ricerca nella valutazione Anvur” (36° posto). Anche gli studenti sono essenzialmente soddisfatti dell’offerta didattica. Da questo punti di vista, solo 15 sono le università che precedono Foggia nell’indice calcolato dal Sole24Ore. Bene anche la sostenibilità, dal punto di vista economico-finanziario, del rapporto tra numero di docenti e materie caratterizzanti per corso di studio.
Punti di debolezza
Gli studenti foggiani non si schiodano dalla Capitanata. È questa la zavorra principale evidenziata dai dati del Sole24Ore. È lo stesso Volpe ad ammettere che “per quanto abbiamo migliorato tantissimo la mobilità in incoming (studenti che arrivano a Foggia da altri Paesi), non siamo riusciti a spingere sulla mobilità dei nostri studenti”. Eppure, negli anni scorsi c’è stata una diversificazione delle sedi dove poter cercare opportunità di studio e di ricerca, ed un notevole aumento delle risorse destinate per il rimborso delle spese (l’Unifg era una delle università che spendeva di più in questo). Fatto sta che in questo indicatore Foggia è penultima in Italia, precedendo soltanto Catanzaro. Così come va malissimo per la dispersione – la percentuale di studenti che abbandonano i corsi dopo il secondo anno -, indicatore in cui l’Unifg si becca solo 5 punti, piazzandosi nella posizione numero 58. Sulla stessa linea l’efficacia degli studi, determinata dalla percentuale di studenti inattivi, che a Foggia continua ad essere altissima (non a caso l’Unifg è quintultima). Altra piaga, determinata però anche dal contesto economico locale, è l’occupazione: Foggia è 56° per il tasso di studenti in cerca di lavoro ad un anno dal titolo.
