Che si tratti di posizioni “politicamente scorrette”, sono consapevoli: su economia, immigrazione, famiglia, sovranità territoriale. Il leader di Forza Nuova a Foggia, Roberto Fiore, ne è consapevole prima di dirigersi in provincia ad inaugurare alcuni circoli. Il movimento ha costituito vari nuclei sparsi legati tra loro soprattutto dalla rete nazionale che passa sui social network. Fiore sta ancora pensando alla tornata persa delle Europee: “La nostra lista è stata vilmente esclusa”. Per le regionali sono pronti. In questi giorni la cronaca locale ha riportato l’allarme, lanciato appunto dal movimento di Fiore, sull’aumento di criminalità straniera nei vari comuni della provincia. Ad Ascoli Satriano avevano annunciato all’amministrazione comunale che avrebbero organizzato delle “ronde notturne”, ma il termine non è esatto. Potito Stazione, responsabile del circolo locale, li ha definiti dei “presidi”, ma era solo una provocazione, sulla base di uno dei loro slogan: “Dove non c’è lo Stato c’è Forza nuova”.
La campagna anti-immigrati nei paesi
Sul tema immigrazione Forza Nuova declina le sue tavole: “Devono rientrare subito a casa loro e vanno aiutati a casa loro. Con i soldi dell’operazione Mare Nostrum si può aiutarli in Africa”. Parole di Fiore, appena giunto in città e rivolto alla telecamera del cronista che lo intervistava. Pattuglie della polizia ovunque. Da San Ferdinando di Puglia, Mattia Calorio, conferma a l’Immediato quanto detto al giornale ‘Il Paesano’ qualche giorno fa, sull’inseguimento e sui commenti di alcuni rumeni nei confronti di ragazze sanferdinandesi. “Questa situazione è inaccettabile. Possiamo dire con fermezza che le ragazze sanferdinandesi mai hanno avuto paura di camminare in ore diurne e non tra italiani, tra coetanei dello stesso paese; ora per colpa di alcune persone di cui non sappiamo assolutamenteniente, le nostre ragazze debbono camminare per le strade della nostra città temendo qualche delinquente. Se la politica di centro-sinistra è troppo impegnata a difenderli a spada tratta a prescindere, se è adottare politiche razziste verso gli italiani la loro strategia, se il centro-destra non si indigna, allora le barricate anti-immigrazioniste le mettiamo noi”. Calorio non è andato a votare alle Europee perché la lista di FN con c’era, è contro quei partiti, Lega in primis, che sono “euroscettici a fini elettorali: noi lo siamo dal 1997”.
Il “guru nero” e i poteri forti dell’economia
Il pensiero del “guru nero” si snoda tra intrecci storici. Spiega il perché i big dell’economia europea e mondiale “odino” le nazioni come Grecia e Italia con una deliberata volontà di “affossare culture antiche”: “La Grecia è Salamina e Termopili contro l’invasione extraeuropea (oggi loro stanno con Alba Dorata), l’Italia rappresenta la legge e le istituzioni di Roma. Ma il potere dei governi non esiste più mancando una sovranità monetaria, politica, economica”. Irlanda, Spagna, Portogallo, i famosi Pigs completano il quadro, su tutti si abbatte la scure di chi vuole, appunto, cancellarle. Sugli schieramenti in Europa, possono stare con Le Pen solo se “continua sul solco paterno e se supera questa fase iniziale”. Pare che Marine, invece, stia facendo il contrario. Poco a che vedere con Lega e Fratelli d’Italia, soprattutto perche loro, FN, credono nella “nazionalizzazione della Banca d’Italia e nel fatto che non bisogna pagare il debito essendo il denaro prestato creato dal nulla”. “Ma ci pensate – dicono – se si sgonfiassero le imposte dirette e indirette, se il pane tornasse a costare 50 centesimi e il cinema 1 euro?”.
Tra il Giappone di Abe e Putin
Per loro è una questione di scelta dei governanti perché il primo ministro Abe, in Giappone, “non ha guardato in faccia a nessuno quando ha stampato moneta per aiutare l’economia, e l’inflazione sta allo 0%”. È Putin un altro dei loro riferimenti, sulla politica demografica e sugli aiuti a chi fa figli: “Forza Nuova ha tante donne, che avvertono la crisi della comunità ed economica. Dall’80 a oggi abbiamo perduto 5 milioni di giovani, fare figli costa”. Con gli amici di Casa Pound possono pensare a un dialogo, sebbene sui temi della famiglia, dell’aborto, delle coppie di fatto, i primi rappresentano l’ala “laica”, loro quella ultracattolica.
“L’esercito vada in Africa, non in Afghanistan”
Nella galassia della destra sono rimasti i più estranei al sistema, per le loro idee e per le loro scelte. Intransigenti anche sulle basi militari americane in Italia, tutte da smantellare. “L’esercito dovrebbe stare in Africa dove ormai ci sono i cinesi che danno infrastrutture e strade, invece che in Afghanistan. Fino agli anni ‘60 alcuni di questi paesi erano nostri protettorati, oggi li abbiamo persi e l’Africa nel caos significa più immigrati da noi. Il nord sconta la perdita di alcuni regimi ed è in mano a scafisti e delinquenti”. Questo guardare le cose da tale prospettiva lo sintetizzano col il binomio “rivoluzione culturale”. C’è addirittura un nesso tra poteri forti e Islam, secondo Fiore: “Odiano entrambi l’agricoltura, dove c’erano i campi oggi c’è il deserto, il Sahara. Inoltre – conclude – nessun uomo politico oggi parla più di coltivazione nei suoi discorsi”. L’idea deve averla maturata in treno, durante il suo viaggio, osservando le campagne di grano. Da Candela in giù.

