Quante civiche affolleranno le prossime amministrative a Cerignola? A giudicare dai lavori in corso in vista della scadenza elettorale, da qui a meno di un anno, si prevede un vero e proprio boom. Il ricorso alle liste civiche non sarà una prerogativa de “la Cicogna” di Franco Metta, che se al suo debutto elettorale, nel 2010, dalla pancia dell’elettorato ha strappato un bottino a 8mila e passa voti, contando sulle sue sole forze, oggi lavorando sulle alleanze tattiche, ha già totalizzato cinque liste a sostegno della sua candidatura a sindaco che sarà ufficializzata il 5 ottobre prossimo, come anticipato a l’Immediato (LEGGI). Con un palinsesto di liste senza logo di partito si presenteranno all’appuntamento col voto anche le coalizioni “in costruendo” di centrodestra e centrosinistra.
Pd&dintorni

Aprono le porte aperte ai possibili contributi dalla società civile vicina all’ideologia rossastra i piddini capitanati dal segretario Tommaso Sgarro. “Noi abbiamo preso una serie di contatti per andare a irrobustire delle liste civiche che siano di supporto al nostro candidato sindaco. Va costruita una squadra forte dal punto di vista delle liste civiche, senza, però, né sfociare nell’operazione ammucchiata, né pensare ad operazioni carrozzone, in cui si imbarca chiunque pur di vincere, compreso chi esce da un partito. So che molti hanno subito conversioni improvvise ultimamente -la frecciatina alla lista dei cattolici a sostegno della candidatura di Metta-. Chi vincerà le prossime elezioni non potrà pensare di vincere per somma algebrica, dovrà dare anche qualcosa di importante alla città. A me interessano le persone, non per i voti che possono portare in dote, ma per le idee che apportano ai programmi”. Parte dai temi, prima che dalle persone, l’agenda della campagna elettorale. Punto fermo è la scelta del candidato sindaco con lo strumento delle primarie di coalizione (una selezione tra il capogruppo Michele Longo e l’ex assessore al Bilancio Carmine Roselli, i nomi che circolano).
“Non abbiamo ancora stabilito la data, nell’attesa che ci si organizzasse a livello regionale (la data fissata dal Pd pugliese è il 26 ottobre, ndr), per capire se coordinarci rispetto a quella data, anticiparla o posticiparla”. A conti fatti, non c’è una vera e propria coalizione del centrosinistra. C’è il partito democratico, che è sicuramente la forza politica più rilevante all’interno della coalizione, e c’è Sel. “Di altre piccole forze non abbiamo notizia vera e propria”, aggiunge il segretario, smentendo le notizie su possibili apparentamenti con l’Udc, che nei giorni scorsi solitari strateghi avevano fatto circolare. “Su una cosa vogliamo essere chiari -aggiunge-: la prossima volta chiunque vincerà le primarie dovrà essere non solo sostenuto da tutto il partito in termini politici, ma anche logistici. Veniamo da una campagna elettorale, quella di cinque anni fa, dove forse un piccolo gap c’è stato, che è quello di aver lasciato un po’ solo Berardino Tonti”. Ha avuto il ruolo, passivo, di alimentare il serbatoio della giovanile del centrosinistra locale, che, con rispolvero di fiducia nel partito cittadino che registrava un’emorragia di under30, ha animato la passata campagna elettorale.
Il renziano e il suo seguito

Da sinistra si muove anche Francesco Disanto, che da mesi va propagando la sua candidatura da “renziano della prima ora” con “Cerignola Adesso”. “Abbiamo già due liste civiche che fanno capo alla mia candidatura, Cerignola Adesso e Tutti per Disanto, e siamo in trattativa con Rifondazione comunista. Poi potrebbero aggiungersene altre”. Non gli interessa far parte della coalizione di centrosinistra e farlocco considera lo strumento delle primarie per la scelta del candidato. “Finora non ho mai sentito parlare di primarie di coalizione del centrosinistra a livello locale per la prossima competizione elettorale, ma è un’ipotesi che mi lascia diffidente. Ho partecipato a tante primarie, e francamente lasciano molto a desiderare -dichiara-. Ho qualche dubbio sulla trasparenza delle primarie cosiddette democratiche, ancor di più nei paesi piccoli. Noi percorreremo la nostra strada, e cerchiamo persone che condividano il nostro progetto. È un progetto che guarda ai cittadini, coinvolgendo in prima persona cittadini nuovi alla politica, non nella nomenclatura dei partiti. Noi esprimeremo delle liste dove non ci sono riciclati. Persone totalmente nuove, che non hanno militato come secondini in altre realtà, cosa che si verifica per altre liste civiche”.
Da destra al centro, e ritorno

Si comincia a imbastire futuribili alleanze per costruire una coalizione di centrodestra con Fi protagonista, anche sul fronte azzurro. La palla è in mano al coordinatore cittadino Gianvito Casarella, mentre fuori e dentro la maggioranza di governo giungono sollecitazioni a indire le primarie per la scelta del candidato sindaco. “Non le escludiamo -ammette il forzista fresco di nomina-. Quando ho ricevuto la nomina, la prima cosa che ho fatto, è stato contattare Mimmo Farina e Franco Demonte. Ci sono tutti i presupposti per ragionare insieme. Di certo vogliamo andare uniti, non vogliamo fare favori a nessuno e andare alla spicciolata con il candidato di ripicca”. C’è “la volontà di dialogare anche con i ragazzi dell’Udc”, per “creare una nuova proposta”, con l’uscita di scena del sindaco Antonio Giannatempo. “Ha detto che non ha interesse a candidarsi, allora noi siamo andati oltre, e possiamo iniziare a ragionare tra di noi. Chiaro che rispetto a quelli che saranno seduti al tavolo di discussione, poi, si potrà iniziare a fare i nomi”, aggiunge Casarella, senza confermare né smentire le aspirazioni del capogruppo Paolo Vitullo e dell’assessore Francesco Decosmo. Non sono note le intenzioni dell’ex vicesindaco e consigliere regionale Roberto Ruocco, una macchina macina-voti, al pari del ginecologo.
“Certamente da questa base non c’è né la volontà, né la disponibilità a cedere a diktat dall’alto. La decisione deve venire da qua”, chiarisce Casarella. “Se vogliamo differenziarci, dobbiamo fare proposte nuove, nulla togliendo a nessun mammasantissima. Credo ci sia una classe dirigente abilitata a dire la sua, che può camminare sulle sue gambe. Dobbiamo ragionare con le persone che ci sono, soprattutto ragazzi di 30 e 40 anni che hanno maturato delle esperienze e autorevolezze. Credo, personalmente, sia quello che ci chiede la storia in questo momento. L’effetto Renzi, ci insegna proprio questo, che bisogna guardare al dinamismo. Il ricambio lo stiamo facendo noi e lo stiamo dimostrando”, commenta, in polemica con i giovani di “Ricambio generazionale” che “paradossalmente sostengono un candidato di 70 anni”. “Sono convinto che se scegliamo un buon candidato e scegliamo la filosofia del rinnovamento, non abbiamo di che temere -in risposta alle alternative sul fronte del civismo-. Un anno è ancora un tempo siderale, sebbene alcune risposte si siano già date, perché sotto tanti aspetti questa amministrazione ha fatto molto di più del primo Giannatempo e dell’era Valentino. Noi stiamo riuscendo dove quelle amministrazioni sono naufragate”.
Farina e i suoi Fratelli

Alle primarie della coalizione di centrodestra guarda anche “Fratelli d’Italia”, che per primo ha lanciato l’appello allo strumento di selezione del candidato. “La logica è quella delle elezioni di Foggia, Orta Nova e San Severo, con coalizioni con il centrodestra, laddove è possibile farlo”, riferisce a l’Immediato il presidente provinciale di FdI, Domenico Farina. “Mi hanno anche contattato i consiglieri Allamprese e Carbone, dicendo che propendevano per le primarie. Il dialogo è aperto”. Sui nomi non arrischia esclusioni o preferenze, ma quanto a regole non ammette licenze. “Non scongiuro nulla, ho sempre fatto il ragionamento: facciamo le primarie e facciamo decidere alla gente. Per quello che riguarda noi, è prematuro dirlo; per quanto riguarda gli altri, mi auguro che siano candidature accettabili, perché non è detto poi che uno debba per forza piegarsi. Le primarie ovviamente devono avere una regolamentazione abbastanza precisa”. Per le elezioni nel capoluogo dauno si era prodigato a redigere un regolamento che prevedeva che ogni partito indicasse un solo candidato alle primarie. Per tutelare la libera aspirazione di chiunque, poi, bastava accaparrarsi un certo numero di firme. “Se la logica è questa problemi non ne ho, possiamo confrontarci con chiunque; vediamo gli altri cosa hanno da dire”.