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Home » Puglia, marchio etico per il Ghetto di Rignano: “Mai più sfruttamento dei lavoratori per le produzioni”

Puglia, marchio etico per il Ghetto di Rignano: “Mai più sfruttamento dei lavoratori per le produzioni”

Di redazione
22 Febbraio 2018
in Agricoltura
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È stata presentata questa mattina la campagna di comunicazione che accompagna il progetto “Capo Free Ghetto Off” relativo alla chiusura del Ghetto di Rignano Garganico. “La campagna – ha spiegato Minervini – parla alle catene della distribuzione ma soprattutto ai cittadini. E un invito al consumo critico. Perché solo grazie a una forte consapevolezza pubblica, a un’alleanza coi cittadini, si possono spingere quelle aziende che lo fanno, a non ricorrere più al lavoro nero. Per questo – continua Minervini – presentiamo qui oggi il bollino etico che verrà rilasciato a tutti quei soggetti che vanno dalla raccolta alla lavorazione, alla sua distribuzione, dimostreranno di non aver fatto ricorso al lavoro nero. Il nostro invito è che i consumatori pugliesi e non, scelgano quei prodotti che non sfruttano il lavoro nero e che non contribuiscono al mantenimento di situazioni quale quella di Rignano. Le modalità con cui si potrà ottenere il bollino etico, i soggetti che aderiranno all’iniziativa, verranno illustrati nei prossimi giorni, di concerto con l’Assessorato all’Agricoltura e allo Sviluppo Economico che stanno avendo un ruolo prezioso e importante nella riuscita di questo progetto. Il messaggio che vogliamo mandare – insiste Minervini – è che la Puglia non tollererà più certi fenomeni. Aiuteremo le aziende e i lavoratori che operano nella piena legalità e avremo tolleranza zero con chi invece continua a pensare che lo sfruttamento della disperazione è il modus operandi nella raccolta del pomodoro”.

L’iniziativa Equapulia nasce in questo contesto. La Regione Puglia è impegnata per garantire a tutti i migranti un lavoro regolare con il giusto salario, in condizioni dignitose e sicure. Per le imprese che assumono lavoratori stagionali attraverso le liste di prenotazione esistenti presso i centri per l’impiego per un periodo non inferiore a sei mesi o almeno 156 giornate lavorate nel biennio, è previsto un contributo di 500 euro a lavoratore, oppure un incentivo di 300 euro a lavoratore assunto per almeno 20 giornate continuative effettive per le grandi campagne tipo pomodoro. Attraverso l’iscrizione dei migranti alle liste di prenotazione e gli incentivi economici alle imprese che assumono lavoratori regolari, si darà un colpo decisivo alla lotta contro il caporalato e il lavoro nero. Inoltre in accordo con la Prefettura di Foggia e con il coinvolgimento delle forze dell’ordine del territorio è stato predisposto un piano di controlli sulla presenza di lavoro irregolare nei campi. L’intesa con i principali operatori della Grande Distribuzione Organizzata è finalizzata a favorire i prodotti di imprese che garantiscono rapporti di lavoro regolari con gli immigrati e che garantiscono loro una paga dignitosa e condizioni di vita migliori. A queste aziende virtuose che decideranno di non rivolgersi ai caporali per ottenere manovalanza immigrata a basso costo e illegale, la Regione rilascerà il bollino etico Equapulia, come attestazione e garanzia del loro impegno nell’ambito della responsabilità sociale e del rifiuto dell’intermediazione del caporalato.

 

Tags: Ghetto RignanoGuglielmo MinerviniImmigrazioneMarchio Etico
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