“La Regione vuole bloccare il coordinamento centralizzato del programma di screening per le malattie degenerative. Un passo indietro che vanifica tutti gli sforzi compiuti e che non garantisce più pari opportunità nell’accesso alle cure”. Lo dichiara il presidente del Gruppo consiliare regionale del Pdl-Fi, Ignazio Zullo.
“Se così fosse –prosegue- sarebbe un atto in controtendenza rispetto agli indirizzi ministeriali contenuti nel Piano Oncologico Nazionale 2011-2013 che richiama, invece, le Regioni ad una gestione centralizzata dello screening. Questa è una politica concreta e delicata, da non sottovalutare, per tutelare la salute pubblica attraverso la prevenzione: per garantire a tutti i cittadini di poter usufruire del programma è necessario che questo sia conoscibile da tutti. Diversamente, ci sarebbe anche un danno economico per le Aziende Sanitarie costrette a far fronte ai costi fissi del programma senza che questo sia utilizzato almeno dal 70% della popolazione-bersaglio. Le malattie degenerative come il tumore alla mammella, al collo dell’utero e al colon retto possono essere curate, come è noto, fino alla completa guarigione se diagnosticate nella fase precoce. Ciò, però, è possibile solo potenziando la prevenzione e lo screening rappresenta uno strumento fondamentale da adottare e diffondere se si vuol dare una risposta efficace”.
“Per questo – conclude Zullo – non comprendiamo l’inversione di rotta che par essere stata decisa dalla Regione e per lo stesso motivo ho presentato una richiesta urgenza di audizione in terza Commissione consiliare dell’assessore alla Salute, del direttore dell’Ares Puglia e di tutti i direttori generali delle Asl interessate. Abbiamo bisogno di conoscere lo stato dell’arte della programmazione dello screening, i risultati raggiunti e il rapporto tra costi e benefici. Se questi dati dovessero confermare, come condiviso dai più, la necessità di un sistema di coordinamento centralizzato dello screening saremmo ancora più convinti che tagliarlo sarebbe un gravissimo errore”.