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Home » Elena Gentile sventola mazzi di rose, ora è attesa a Bruxelles. “In Europa per continuare la mia attività. Cerignola comunità straordinaria”

Elena Gentile sventola mazzi di rose, ora è attesa a Bruxelles. “In Europa per continuare la mia attività. Cerignola comunità straordinaria”

Di Roberta Fiorenti
22 Febbraio 2018
in Politica
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Ha trascorso la notte di scrutinio, in attesa dell’esito definitivo dello spoglio, nella sua “seconda casa”, la sezione cittadina del Partito democratico di Cerignola. Fino alle 12 di ieri mattina Elena Gentile era lì, a festeggiare con i democrats di via Mameli. Poi una capatina a Foggia, per condividere la soddisfazione per il successo elettorale con le donne democratiche e per sondare gli umori del capoluogo chiamato al rinnovo del governo cittadino. Una giornata lunga 48 ore, vissuta senza sosta, dalle urne allo spoglio, fino al comizio di ringraziamento che ha tenuto ieri sera nella sua Cerignola. Anche nella città di Di Vittorio il partito di Renzi è in testa, conquistando il 45,63% dei voti. Ad eleggerla eurodeputato hanno concorso 3.564 elettori su 15.537 votanti e alto è stato il numero degli astenuti (affluenza 34,89 %). Un’anomalia rispetto al resto del territorio provinciale, che non sorprende, però, l’assessore regionale. Ha fatto il pieno di voti sul Gargano, che colora un terzo delle 31mila e passa preferenze raccolte in tutta la provincia, con i picchi di San Giovanni Rotondo (2.037 voti) e Manfredonia (3.028 voti), e ha ottenuto una buona perfomance a Foggia (7.111 voti).  A l’Immediato così ha commentato il post elezioni.

Assessore, il suo successo elettorale è spalmato in tutta la Puglia. Nella sua città, però, l’esito delle urne si discosta poco dal consenso registrato, ad esempio, nel Golfo e alto è il tasso di astensionismo. È soddisfatta del responso dei cerignolani al voto?
Cerignola è fatta così. È una comunità straordinaria, che si fa poco coinvolgere negli appuntamenti importanti. Però il dato non è negativo, anzi, al netto del numero di consensi, abbiamo registrato il 45% del risultato. Poi come sempre, i cerignolani esprimono al 50% la preferenza, e questo è un dato storico, lo si ritrova in tutte le competizioni. Io mi ritengo completamente soddisfatta. Cerignola esprime anche tanto calore, come questa sera. È una città che va sempre motivata, animata, non diventa protagonista senza una sollecitazione.

Crede abbia contribuito al dato dell’astensionismo la distanza dall’Europa e dalla politica comunitaria del cittadino comune che si guarda intorno attraverso la propria lente locale? O si ha forse una cattiva immagine delle istituzioni europee?
Penso che quel mondo sia tutto da scoprire, e che nessuno in questi anni l’abbia conosciuto fino in fondo. Nessuno mai ha portato l’Europa qui, ha fatto conoscere quello che l’Europa può rappresentare. So che ci sono strumenti, risorse, che questo territorio non ha mai utilizzato, perché ha avuto solo una relazione con le altre istituzioni, e invece c’è un canale diretto. Sono arrivati fondi mediati dalle altre istituzioni che poi la Regione assegna, invece, c’è una platea di opportunità che possono essere promosse direttamente dai territori, per i Comuni, per il sistema d’impresa, e anche per la grande impresa. Il mio sogno sarebbe portare qui un pezzo di cultura di impresa, che questo territorio non ha mai conosciuto, perché il lavoro non si inventa, si costruisce attraverso la promozione della buona impresa, dell’impresa che può rappresentare la vocazione del territorio, che riesce a farla evolvere, che la innova e la modernizza. Bruxelles, davvero, può essere oggi, più di ieri, un’opportunità diretta di territorio, non mediata dalle istituzioni. È l’aspetto più intrigante, per me.

Con quali obiettivi vola a Bruxelles?
Io vado lì con questo obiettivo. I temi saranno quelli al centro della mia attività politica di questi anni, l’agenda dei diritti e il tema dello sviluppo del territorio, in tutte le sue articolazioni, dall’industria della terra a l’industria del mare, che sono l’unica nostra opportunità di crescita.

Da assessore regionale è stata eletta al Parlamento europeo. Come si pone rispetto al dibattuto tema dei doppi incarichi dei politici?
Rimarrò a Bari fino all’ultimo giorno utile; devo completare alcuni atti di programmazione avviati un anno fa. Uno di questi, annunciato nei giorni scorsi, è l’ulteriore tranche di deroghe di assunzioni nel sistema sanitario. Sto rivedendo il piano ospedaliero, potenziando alcuni presidi e completando il percorso di trasformazione in casa della salute di altri, con l’introduzione di un nuovo modello di ospedalità per le persone non autosufficienti, con limitazione della autonomie funzionali, dipendenti da macchine, e che oggi non hanno collocazione nei servizi sanitari. Realizzeremo centro a San Marco in Lamis, a Monte Sant’Angelo e a Torremaggiore, e realizzeremo un nuovo reparto a Cerignola nel filone dei servizi, tra cui il centro per l’autismo, che sarà avviato tra qualche settimana. Avrò qualche mese di tempo per concludere queste cose, i ritmi comunitari sono abbastanza lunghi, e poi affronteremo questa esperienza. Mi auguro di poter rimanere qui fino a dicembre, approvare l’ultimo bilancio di questa seconda entusiasmante esperienza di governo, e poi cominciare questa nuova vita.

Lei a Bruxelles, in che mani andrà il partito locale, che è costruito sulla figura leaderistica di Elena Gentile? A chi passa il testimone?
No, non sono un leader. La mia autorevolezza nasce da un confronto quotidiano costruito sulle cose. Non sono un leader e non lo sono mai stato per davvero. In questi anni ho lavorato per ridare tono a un partito, per avvicinare tanti ragazzi che vivono quotidianamente questa esperienza. E li vedo impegnati, convinti e anche entusiasti di questa esperienza politica. Continuerò a fare la chioccia, così come ho fatto in questi anni, senza escludere nessuno. Se qualcuno è andato via, ha deciso di farlo autonomamente, perché noi siamo una grande famiglia, dove c’è una mamma che da’ consigli e prende per mano le giovani esperienze, per fare crescere questo contenitore che merita poi di rappresentare questa città. Di rappresentarla per davvero, dopo tanti anni di grigiore, perché non trovo altre parole per descrivere l’esperienza di governo, a Cerignola, del centrodestra. Questo è stato il mio ruolo: chi non lo ha voluto comprendere, vuol dire che non aveva la voglia di farlo.

Chiusa la campagna elettorale per le europee, si lavora alle prossime amministrative? Come si muovono in vista della scadenza del 2015 Elena Gentile e il Pd di Cerignola?
Farò la chioccia, la mamma che ha cura dei suoi bambini, ricorda loro i doveri. Dobbiamo riprenderci Palazzo di Città. Da domani siamo al lavoro per questo appuntamento, che sicuramente non falliremo. Abbiamo dimostrato, in questa tornata elettorale, che con le parole giuste, con l’impegno possiamo anche isolare il populismo, la demagogia, questo modo di fare politica che non aiuta nessuno a crescere. Confrontarci e continuare a lavorare per il territorio: questo noi faremo, insieme a tutti quanti, ai giovani, alle donne, agli anziani. Noi non ci vogliamo rottamare.

Tags: Elena GentileElezioni europeeNewsPartito Democratico di CerignolaPoliticaregione puglia
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