Sta facendo il giro della rete, col rimbalzo di bacheca in bacheca, tra gli internauti cerignolani, il video che documenta quanto accaduto ieri sera nella piazza rossa del pubblico comizio di chiusura della campagna elettorale per le Europee dell’assessore alle Politiche della Salute e Welfare della Regione Puglia, Elena Gentile. Dopo l’intervento introduttivo del segretario cittadino del Pd, Tommaso Sgarro, l’assessore parla ai fedelissimi sotto il palco, e tra le ultime file si leva uno striscione. Nel silenzio delle parole scritte nero su bianco interroga: “A quando il registro tumori?”. A tenderlo in alto, per renderlo visibile a chi parla dal palco, è un gruppetto di donne.
“Dobbiamo tranquillizzare le persone che sono prese dall’ansia e dalla preoccupazione. Noi vogliamo parlare un altro linguaggio, spendere parole di solidarietà, di vicinanza, senza calunniare. Arriverà il registro dei tumori -replica dal palco la Gentile- e capirete che non è vero che sono aumentati. Vergognatevi, non si strumentalizza la vita delle persone per raccattare qualche voto”. La risposta arriva, colorando di polemica la protesta di chi vuole “strumentalizzare la nostra festa”, ma nel frattempo i (poco) democratici infastiditi dai silenziosi “disturbatori”, hanno già strappato lo striscione dalle mani delle donne, appallottolandolo. “È in corso il comizio politico di un altro partito”, prima di restituirlo, con l’invito a non esporlo nella pubblica piazza.
Lo hanno letto come un attacco politico e strumentale, di area grillina, i piddini sopra e sotto il palco, il gesto di alzare al cielo lo striscione. Per i protagonisti e per gli indignati della rete che giudicano quanto documenta il filmato diffuso sui vari gruppi Facebook, è, piuttosto, un attacco alla libertà di espressione a consumarsi sotto il palco sul quale un minuto prima si etichettavano come nazifasciste le pratiche populiste e le attitudini antidemocratiche del leader dei pentastellati.
“Forse pensavano che fossimo parte di un altro partito. Invece no, siamo cittadini che democraticamente e pacificamente stavano facendo, secondo me, una domanda legittima. Non abbiamo parlato, non abbiamo detto nulla”, dichiara a l’Immediato Lucrezia Cirsone. È tra le mamme che hanno fatto massa critica col gruppo Facebook Sos Cerignola, partorendo poi il “comitato contro l’avvelenamento dell’aria, della terra e dell’acqua” che due settimane fa ha riversato in piazza oltre 500 persone, a manifestare con le fiaccole contro gli sversamenti illeciti di rifiuti campani nell’agro cerignolano, venuti a galla con l’operazione “Blak Land”.Accanto a lei, tra le altre donne in fila a mostrare lo striscione, anche Maria Teresa Riccio, simpatizzante del Movimento5Stelle, già in piazza per le proteste dicembrine dei Forconi e sul palco della fiaccolata dello scorso 11 maggio.
“Abbiamo solo alzato lo striscione perché l’assessore aveva fatto una promessa: entro marzo avrebbe diffuso i dati del Registro Tumori, cosa che non è avvenuta. Si è urtata solo alla vista
dello striscione, e un tizio si è avvicinato e ce lo ha strappato violentemente dalle mani, dicendo che non potevamo esporlo”, racconta mamma Lucrezia. Nell’agosto del 2004 ha scontato la dolorosa perdita di suo figlio Carlo, un ragazzino di 13 anni allegro e pieno di vita, prematuramente scomparso a causa di una grave leucemia. È nel suo nome che persegue la battaglia contro i tumori, come volontaria dell’associazione “Arcobaleno Marco Iagulli-onlus”, che opera nel salernitano, con lo scopo di sostenere le famiglie con bambini affetti da patologie tumorali. Nella sua città, attraverso l’evento di beneficienza, “Un PanzerottoXUn Sorriso”, ormai giunto alla IV edizione, si spende per organizzare raccolte fondi a favore delle dotazioni strumentali del locale nosocomio. Anche quest’anno, il ricavato dell’evento in programma il prossimo 1° giugno, sarà devoluto a favore del reparto di Fibrosi Cistica del “Tatarella”.
“Il nostro scopo –ribadisce la donna- è solo tenere alta l’attenzione sull’aumento dei tumori. Ci continueremo a battere per esigere dati certi, non ci fermeremo certo a quella fiaccolata. Abbiamo tanti progetti”.