Inizieranno la prossima settimana i controlli dei tecnici dell’Arpa, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale, in otto pozzi che si trovano nei pressi della cava di Ordona (Foggia) dove, secondo quanto emerso dall’inchiesta “Black Land” (LEGGI) sarebbero stati interrati parte dei rifiuti provenienti dalla Campania. La maggior parte di questi pozzi sono di proprietà dell’uomo che aveva la disponibilità della cava e che è stato coinvolto nell’inchiesta della Dda di Bari e dei carabinieri (LEGGI I NOMI).
L’obiettivo dei controlli è quello di verificare se la falda acquifera sia stata inquinata dai rifiuti interrati nella zona. Intanto ieri nel corso di un incontro a Orta Nova (Fg) il sottosegretario all’Ambiente l’onorevole, Silvia Velo, ha confermato che il Ministero sta collaborando con le forze dell’ordine e con le istituzioni locali soprattutto per le operazioni di bonifica che dovrebbero iniziare al più presto. Il sottosegretario ha specificato che le spese per i lavori per la bonifica devono ricadere sui responsbaili dell’inquinamento del territorio. Nei giorni scorsi, anche il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, aveva promesso massima attenzione al caso della “Terra dei fuochi” pugliese (LEGGI), dopo gli episodi di cronaca di Ordona, Cerignola, Apricena e del Salento.