“Emiliano sono io, nato a Ferrara, lui, al massimo, è pugliese. Eccentrici rispetto alle nostre aree di riferimento, i primi ‘bizzarri’, dopo è arrivato Bizzarri, candidato sindaco di Lucera”. Con questa formula magica Sgarbi ha riassunto il collante che tiene in piedi la coalizione di centrosinistra su battesimo di Emiliano. In tre sul palco dell’opera S. Giuseppe, dato che la pioggia ha spostato il comizio in un teatro stracolmo. Bizzarri ha alle spalle una famiglia di centrodestra- suo padre è stato parlamentare di An- Emiliano dal Pd e Sgarbi da un’area liberale. L’incontro tra il ferrarese e il barese avvenne per il teatro Petruzzelli, che Sgarbi “ci ha aiutato a riportare al suo splendore da sottosegretario”.
Un argine a Tutolo e al “populismo”
Era necessario, a pochi giorni dal voto, far emergere una serie di contraddizioni che hanno lacerato il centrosinistra nella cittadina sveva, con l’esodo di una ventina di renziani nella coalizione di Tutolo perché, appunto, non si riconoscevano nel prescelto sindaco e nella sua area di provenienza. I duri della militanza, dagli ex Ds in poi, senza mezzi termini, vedono il bicchiere mezzo pieno. Yuri Galasso (Democratici autonomi di Emiliano), liquida con un “meglio così” il loro allontanamento dal partito perché, in pratica, “si sarebbero liberati dei posti per altri candidati”. Una velenosa affermazione in un clima che Tutolo sta infuocando. Con i suoi comizi anticasta, i video rap e lo slogan ‘Te fa capace’, cioè: sarebbe anche possibile che vado io al ballottaggio e gli storici detentori del potere lucerino “se ne devono fare una ragione”. Arginare questo “populismo” è stata la prima regola che si è dato il partito. Galasso parla di ‘Lucera progetto comune’ come di “Larghe intese per salvare la città dal populismo, la politica non si scarta ma da lì si ricomincia. Tutolo vende false speranze, i problemi si risolvono anche con riferimenti in Regione e in Parlamento, il suo è un progetto locale”. A due passi, all’ingresso, Michele Emiliano dispensava foto di coppia e di gruppo, oltre che interviste sulle vicende locali ed europee: “Ormai Bruxelles conta quanto il Parlamento o il governo una volta”. Insomma la cassaforte è Oltralpe.
Sono 6 le liste che appoggiano Bizzarri (Pd, Democratici autonomi, Centro democratico, “Labbate e Lucera Viva Progetto Comune”, Udc, “Lucera con Sgarbi”). Un popolo variegato, un “cartello”, lo chiamano i fuoriusciti dal Pd, che non dovrà solo arrivare al ballottaggio ma, in caso di vittoria, governare in un clima che si preannuncia agitato. L’ex partito della Pagnotta, se non vince, avrà numeri comunque fortissimi, supportati da un’incisività comunicativa notevole e dall’esperienza amministrativa del centrodestra. Dotoli, il sindaco uscente, ha tenuto bene il polso per cinque anni, ma in passato Palazzo Mozzagrugno ha brillato per tasso di litigiosità.
Bizzari, la candidatura rivoluzionaria del Pd
Nel teatro Emiliano, che racconta sempre i suoi anni da sindaco e da cui trae consigli per aspiranti alla fascia tricolore, ha fatto il punto della situazione: “Il nome di Bizzarri è arrivato in un momento in cui era difficile pensare a una candidatura così “rivoluzionaria”. Il Pd ha rotto i muri dei luoghi comuni a vantaggio di una città avvolta negli anni dal grigiore, questa è una città che ha bisogno di splendere”. Sgarbi è convinto che Lucera sia uno dei luoghi più belli della Puglia e, su questo apprezzamento del critico d’arte, il Pd sta puntando la campagna di rivalutazione del patrimonio storico.
L’incontro con il paese di Federico è avvenuto tramite la famiglia del pittore Giuseppe Ar. Le sue tele sono state, dopo il fascismo, donate al Museo. Nel 1998, su questo precedente, nacque una lista ‘Lucera città di Sgarbi’, nel 2014 la storia si ripete. E si guarda alla regionali: “Non è detto che non ci rincontreremo, se alle regionali Renzi deciderà per Boccia faremo la rivoluzione. Lui ha anima, umanità, è più grande della forma che lo imbriglia”. Apprezzamenti degni di Michelangelo che intendono dare sostanza alla prossima tornata elettorale per Emiliano. In questi giorni sta macinando chilometri.
Nel frattempo Bizzarri non teme nessuno scollamento del gruppo che lo sostiene, né in itinere (pare che qualche scontro nel gruppo di Tutolo sia già in corso dopo la prematura designazione degli assessori che andrebbero a ricoprire lo scranno) né in fase di eventuale governo: “E’ sempre complicato tenere in piedi una coalizione. Nel 2007 sono stato consigliere con Labbate (sindaco di Fi, ndr) poi assessore. C’è urgenza di trasformare la città, dare una mano alle piccole e medie imprese che chiudono. Labbate raggiunse risultati”. Il tema di Lucera “porta dei Monti Dauni” con cui riallacciare rapporti di turismo e protocolli d’intesa nel progetto di Area vasta era in agenda anche allora. Emiliano ha salutato i vari sindaci del subappennino in platea: “Tornerò da voi, i Monti Dauni sono bellissimi”.


